“La montagna non è solo discesa. Giusto tenere ora le piste chiuse“. A dirlo è l’alpinista Reinhold Messner che, in un’intervista a Repubblica, si è detto convinto che “aspettare gennaio per riaprire piste e impianti, se gli indici di contagio lo consentiranno, non è una scelta: è un dovere. Ma deve essere chiaro che la montagna, anche in inverno, resta un universo di libertà immenso, sicuro e ricco di opportunità. Si riducono la montagna, la neve e il turismo, all’industria degli impianti di risalita e ai caroselli sciistici”.

“Chi vive nelle città, in Europa e in Italia, viene convinto che non ha senso il tempo libero in alta quota senza gli sci ai piedi su una seggiovia. Le Alpi e l’Europa – osserva il celebre alpinista – hanno la grande occasione per dimostrare che la montagna non è solo un’industria e che la Ue non è solo una somma di lobby statali. Io prego che oggi questi due mondi sappiano lottare contro il Covid con lungimiranza e unità”.

Messner ha colto l’occasione per “per lanciare un appello sia a Roma che a Bruxelles”, affinché “non ripetano a Natale gli errori commessi in primavera e in estate. Durante e dopo la prima ondata della pandemia – dice il re degli Ottomila, ex parlamentare Ue – Europa e Regioni si sono mosse in ritardo e in ordine sparso, anteponendo le pressioni economiche alle ragioni sanitarie. Il risultato è stata la riesplosione dei contagi. Simili sbagli non vanno ripetuti: il regalo più bello che le istituzioni possono fare ai cittadini per le festività è dare prova di aver messo a fuoco le priorità. Prima salute e istruzione, poi tutto il resto”.

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