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Spacciatori attirano un imprenditore in un hotel per sequestrarlo, ma al suo posto si presenta la polizia: sei arresti

La banda puntava a chiedere il riscatto alla famiglia. "Non appena hanno aperto la porta della stanza abbiamo fatto scattare il blitz con il fermo di tutti i membri dell’associazione criminale", ha raccontato la dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello
Spacciatori attirano un imprenditore in un hotel per sequestrarlo, ma al suo posto si presenta la polizia: sei arresti
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Volevano attirare in hotel un imprenditore genovese attivo nel settore del catering, sequestrarlo e poi chiedere il riscatto alla famiglia. Ma la polizia, che ha ascoltato tutto il piano grazie alle intercettazioni telefoniche, al posto della vittima ha mandato all’appuntamento un poliziotto in borghese. Così i sei malviventi, appartenenti a una banda di spacciatori, sono stati arrestati in flagranza di reato. Il blitz è avvenuto in una struttura ricettiva di Varazze, in provincia di Savona, durante il quale sono state sequestrate anche diverse armi e droga. “Si tratta di una indagine partita alcuni mesi fa, legata al traffico droga“, ha spiegato il procuratore capo di Savona Ubaldo Pelosi. Poi dalle intercettazioni “è emersa la volontà di un sequestro di persona a scopo di estorsione, che ci ha imposto di intervenire in maniera tempestiva, anche per salvaguardare la vittima prescelta dall’organizzazione criminale”. Sulla vicenda ora si è aperto un procedimento parallelo presso la Direzione distrettuale antimafia di Genova, affidato al sostituto procuratore Annamaria Paolucci.

A spiegare la dinamica dell’accaduto sono stati gli stessi agenti. L’imprenditore, un 40enne di Genova, è stato attirato in un tranello dalla banda con la scusa della preparazione di un ricevimento importante il prossimo marzo. Per proteggere l’uomo, la polizia lo ha fermato in autostrada e ha mandato all’appuntamento un poliziotto in borghese. “Abbiamo deciso di agire per interrompere i loro piani“, ha chiarito la dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello. “In primis abbiamo posto in sicurezza l’imprenditore (con la scusa di un banale controllo per il Covid), così al secondo appuntamento in albergo lo abbiamo sostituito con un nostro poliziotto: non appena hanno aperto la porta della stanza abbiamo fatto scattare il blitz con il fermo di tutti i membri dell’associazione criminale. Alcuni hanno tentato di nascondersi, altri due erano nella reception, due donne sono state bloccate una sul terrazzo, perché aveva compiti di osservazione dall’alto, la seconda fuori dall’hotel“.

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