Dagli ultimi dati di ottobre sull’andamento del mercato auto in Italia, è apparso chiaro come la domanda di motorizzazioni elettrificate, complici gli incentivi statali, sia cresciuta. I modelli ibridi sono passati dal 5,5% dell’immatricolato di gennaio-ottobre 2019 al 14,6% del medesimo periodo 2020, quelli plug-in dallo 0,3% all’1,4% e quelli elettrici puri dallo 0,5% all’1,8%. Anche se, a questo punto, bisogna ricordare che nel novero rientrano anche le ibride cosiddette mild, dotate di starter/alternatori più che di un motore elettrico vero e proprio. Situazione che la normativa vigente dovrà sanare quanto prima.

Ciò detto, va evidenziato anche come a questo passo in avanti dell’elettrificazione abbiano contribuito anche le società di noleggio, nonostante le difficoltà legate alla pandemia. Quello a breve, tanto per dirne una, nei mesi di lockdown è arrivato a perdere addirittura il 98%, azzerando di fatto il business legato al turismo straniero, ma anche rinunciando ai proventi della mobilità urbana e aziendale a causa dei blocchi nelle città. Ciò che ha comportato pure aumenti eccessivi delle tariffe, in alcuni casi.

In questo quadro, dicevamo, l’apporto alla causa dell’elettrone non è comunque mancato. Da gennaio a settembre di quest’anno, le società di noleggio (lungo, breve e car sharing) hanno immatricolato 5.229 auto ibride plug-in (+225% rispetto ai primi 9 mesi del 2019) e 6.132 auto elettriche (+125%), che rispettivamente significano quote sul totale immatricolato del 42 e del 35 per cento. Con ampi, e ulteriori, margini di miglioramento.

Insomma, per riassumere, quasi quattro veicoli a batteria su dieci venduti in Italia finora sono stati immatricolati da società di noleggio, confermando ciò che alcuni addetti ai lavori pensavano già agli albori dell’elettrificazione. Ovvero che questa soluzione potesse essere una testa di ponte verso il successo definitiva dell’elettrico. “La svolta elettrica non può che passare da una più ampia diffusione della mobilità pay-per-use”, per dirla con le parole del presidente di Aniasa Massimiliano Archiapatti.

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