“Una crisi che in otto mesi ha rivoluzionato il pianeta”. Paolo Gentiloni, commissario europeo agli affari economici della Commissione Europea, apre i lavori parlamentari a Bruxelles, senza utilizzare mezze parole. “Per l’Unione Europea le ultime previsioni, sui dati FMI, ci mostrano che crescita nella zona Euro sarà -8,3%, come termine di paragone, -4,1% nel 2009 nel periodo peggiore della crisi finanziaria – spiega Gentiloni – e le conseguenze sociali saranno profonde e questa crisi lascerà ferite e cicatrici profondi e la povertà nel mondo secondo i dati della Banca Mondiale aumenterà di 124 milioni di persone. Qualcosa – sottolinea – che metterà a rischio le misure messe in campo negli ultimi 30 anni per sradicare la povertà”.

Per Gentiloni “in Europa ci saranno condizioni difficili, con l’aumento delle disparità in campo lavorativo tra i due sessi e per chi ha un lavoro precario e bassi qualifiche” e anche se esalta gli sforzi continentali contro “una crisi inedita e mai vista prima, che hanno portato ad una reazione epocale e senza pari con diverse misure approvate a livello di Unione Europea” – dalla maggiore flessibilità sulle norme di bilancio sugli aiuti di Stato, dallo Sure all’approvazione del ‘Next Generation Eu‘ – che assieme alle misure decise dai singoli Stati europei, ci permette di dire che il pacchetto europeo è paragonabile, se non addirittura maggiore a quello messo in campo da altri attori a livello globale”. Ma il commissario europeo avverte: “l’incertezza rimane, anzi aumenta. Dobbiamo essere molto chiari, non ci sarà una ripresa a ‘V‘, ma dovremmo cercare di convivere con questo virus ed evitare una recessione a ‘W‘, evitando che ci siano crolli improvvisi”.

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