“Un medico vecchio stampo”, è l’unica indicazione che ad Agrigento ti danno se chiedi di Francesco Micciché. Cioè l’outsider che ha sbaragliato tutti gli schieramenti arrivando primo col 37 per cento alle Comunali. Uno spoglio che è andato molto a rilento, e che per tutto il pomeriggio di lunedì lo aveva dato come vincente addirittura al primo turno. Alla sua prima candidatura, Micciché era dato per sfavorito alla tornata elettorale all’ombra dei templi, ma ha lasciato tutti a bocca aperta. Un ortopedico di 62 anni, in servizio all’Asp, che adesso alza le spalle: “Non mi interessa la politica, voglio il bene della città. Sono ortopedico ma mi piace esercitare la professione a 360 gradi, e se qualcuno chiama, vuol dire che ha bisogno, certo che vado”.

Una vetrina politica in realtà l’ha già avuta. Il “medico vecchio stampo” è stato, infatti, assessore per due anni (fino al 2017) nella giunta del sindaco uscente, quel Calogero Firetto col quale adesso dovrà vedersela al ballottaggio. Ma Franco (così lo chiamano tutti), è tranquillo: “Gli abitanti di Agrigento hanno espresso il loro parere, voglio essere fiducioso”. E anche dall’altro lato qualcuno ammette: “La città ha risposto senza badare agli schieramenti”, così suggerisce Roberta Zicari, candidata al consiglio comunale dall’altra parte della barricata, ovvero con Diventerà bellissima che sosteneva come candidato Marco Zambuto, arrivato terzo. E Zicari, che è anche assistente all’Assemblea regionale della consigliera Giusi Savarino, non ha dubbi: “Il rapporto umano che Micciché ha instaurato negli anni con la città, aiutando tutti, è il segreto di questa sorpresa”.

Un voto d’opinione, dunque, per una città che sfiora i 60mila abitanti, e che ha polverizzato ogni pronostico. Un exploit elettorale, tuttavia, che non manca di un appoggio politico più strutturato: a sostenerlo, infatti, uno dei politici di più lungo corso di Agrigento, ovvero quel Roberto Di Mauro, che è adesso vice presidente vicario dell’assemblea regionale, ma è già stato deputato per tre volte (la prima nel ’92), già sindaco di Agrigento nel 1990, passato dall’Udc all’Mpa, il movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo. Un appoggio politico anche questo di “vecchio stampo” che associato alla popolarità di cui Micciché gode in città è stata la formula elettorale vincente, finora.

Questo sembra indicare la città dei Templi al primo turno. Che non ha invece premiato la presenza a queste amministrative della lista di Vox, il movimento di Diego Fusaro che si presentava a sostegno dell’ortopedico ma che ha ottenuto solo il 2,37%. Non un supporto determinante, eppure il filosofo sovranista è designato assessore nell’eventuale vittoria di Micciché: “Sarà il mio assessore alla Cultura, e Agrigento ha un gran bisogno di persone della sua preparazione culturale. Una figura divisiva? Sono convinto che riuscirò ad aggregarlo agli altri”. Assessore alla Cultura lì, cioè, dove la Grecia ha lasciato un’impronta ancora quasi intatta. È qui che la frammentazione tra gli schieramenti ha dato spazio a non poche sorprese, lasciando aperture al centro, mentre da un lato e dall’altro i due favoriti si schieravano non senza trasversalità.

Appoggiato dal Pd ma anche dal centrodestra è il sindaco uscente, Calogero Firetto. Dall’altro lato, invece, Marco Zambuto, ex sindaco, ex Pd, ma anche ex berlusconiano, era stavolta sostenuto da Fi, Diventerà bellissima, il movimento del presidente della regione, Nello Musumeci e da una lista di centro. Erano i favoriti ma restano indietro, Firetto al 28,81 %, Zambuto al 16,80. Entrambi con voti inferiori alle loro liste: “Ho avuto almeno l’8 per cento in più rispetto alle liste in mio sostegno – sottolinea Micciché che ne conta 4 contro le 7 di Firetto -, il sindaco uscente più o meno la stessa percentuale ma in meno”. I numeri ufficiali danno percentuali di voto disgiunto più basse, ma non sono ancora definitivi e il risultato cambia poco: il voto spaiato c’è stato e ha favorito l’underdog, lo sfavorito. La partita però è ancora tutta aperta. Così Zambuto, già fuori dall’agone, non perde tempo e approfitta dei ringraziamenti per sottolineare: “Forza Italia si conferma primo partito in città e superare 5mila voti è un risultato importante”. Soprattutto in vista del ballottaggio.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ballottaggi, il Carroccio perde la battaglia di Legnano. Sconfitte pure a Lecco, Saronno e Corsico. Salvini: “In Lombardia dati su cui riflettere”

next
Articolo Successivo

Comunali 2020, a Taurianova non ha vinto davvero la Lega. Per Roy Biasi la sfida inizia ora

next