Nessuna impronta sul traliccio e nessun morso di cani sul corpo. Contrariamente a quanto riferito dai legali di parte, i risultati degli esami della Scientifica condotti sulla struttura dell’Enel vicino alla quale è stato rinvenuto il corpo di Viviana Parisi non danno alcuna evidenza di traccia biologica. Erano stati scovati due segni, ma le analisi hanno escluso che si trattasse di impronte umane. Mentre dalle anticipazioni dei risultati dell’autopsia fornite alla procura dai medici legali incaricati, Elvira Spagnolo e Daniela Sapienza, non risultano sul corpo della dj torinese morsi di animali. Nessuna evidenza, dunque, di aggressioni esterne finora nella campagna di Caronia dove la donna è scesa una volta abbandonata l’autostrada.

Lo scorso 3 agosto, la donna ha infatti avuto un incidente nella galleria Pizzo Turda sull’autostrada Messina-Palermo. Si è scontrata con un furgoncino guidato da due operai di una ditta che svolgeva lavori di manutenzione per conto di Enel. La sua auto ha iniziato a sbandare, per poi fermarsi con la gomma forata al termine della galleria. A quel punto Viviana è scesa dall’auto, e con in braccio il piccolo Gioele che era con lei si è allontanata nella campagna circostante, così come riferito da testimoni. Solo cinque giorni dopo la sparizione, il suo corpo è stato ritrovato sotto un traliccio a quasi un km in linea d’aria dal punto in cui aveva abbandonato l’A20. Sono passati, invece, 16 giorni prima del ritrovamento dei resti del piccolo, rintracciati da un volontario tra quelli chiamati a raccolta dall’appello del padre, Daniele Mondello. Da allora la procura di Patti, guidata da Angelo Cavallo, ha affidato incarichi a un pool di esperti, tra cui anche l’entomologo Stefano Vanni, la geologa Forense Roberta Somma e il noto psichiatra e criminologo Massimo Picozzi. Nelle scorse settimane proprio Picozzi ha sentito i medici che hanno visitato Viviana, le due volte in cui è stata trasportata in ospedale prima dell’estate. La prima volta a marzo scorso, al Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto, dopo che i vicini avevano lanciato l’allarme perché avevano sentito la donna gridare. Poi a giugno, trasportata d’urgenza dal marito dopo che aveva ingerito 8 pastiglie dell’antipsicotico che i medici le avevano prescritto in primavera.

“Le indagini conducono ad una situazione psicologica a cui prestare attenzione, e anche in questo senso stiamo andando avanti con l’acquisizione di testimonianze, ma anche di video, audio e messaggi”, spiega il capo della procura, Angelo Cavallo. Stando alle ultime ricostruzioni, Viviana stava vivendo un periodo di profondo disagio, così com’è stato riferito subito dal marito agli inquirenti ma anche dalla cognata, Mariella Mondello. La donna sfogava il suo momento di difficoltà attraverso la lettura ad alta voce di alcuni passi della Bibbia. Nei momenti più critici gridava, in terrazzo o di fronte al sagrato della chiesa di Venetico, dove abitava col marito e il figlio. “Devi curarti, devi prendere le medicine. Devi farlo per il tuo bene e per il bene del piccolo”, così scrivevano il padre, ma anche la sorella e il marito in alcuni messaggi rivolti alla donna e adesso acquisiti dallo psichiatra.

Proseguono approfondimenti anche su altri fronti. Nella campagna sotto l’autostrada erano presenti oltre i maiali selvatici anche alcuni cani, tra cui un Rottweiler (non due), una cucciola di pastore maremmano e un Border collie. “Al momento, a parte la nostra immaginazione, non c’è assolutamente nulla che collochi Viviana su quel traliccio. Nulla. Non ci sono impronte digitali, non residui di sangue, non essudato”, così ha scritto su un post su Facebook l’avvocato Claudio Mondello, cugino del padre del piccolo Gioele. Secondo quanto riferito dai medici legali, però, i segni sul corpo risultano compatibili con una caduta da un punto alto, mentre la distanza di alcuni metri dal traliccio farebbe pensare alla caduta a seguito di uno slancio. Questi sono i primi indizi emersi dagli approfondimenti del pool di esperti incaricati dalla procura. I cui risultati ufficiali saranno consegnati solo tra un paio di mesi.

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