Prima l’annuncio dello stop al match da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, poi l’atteso comunicato della Lega di Serie A che ripete quanto dichiarato nella serata di sabato: “Da protocollo la partita si può giocare”. Con il Napoli che, però, non è partito per la trasferta di Torino, rimanendo in quarantena nel ritiro di Castelvolturno come da ultime disposizioni dell’Asl campana. Si è creato il caos intorno al big match delle 20.45 di domenica tra Juventus e Napoli. Una vicenda che tiene appese le due società e tutto il calcio italiano per le possibili conseguenze sul prosieguo del campionato.

“È già deciso che Juve-Napoli non si giocherà. Ma parliamo troppo di calcio, le cose importanti in questo momento sono altre” sono le parole riservata da Speranza, alla vicenda e che sembravano mettere fine alla vicenda nata dopo la notizia della positività di due calciatori azzurri, Zielinski ed Elmas, e la decisione della Asl campana di mettere in quarantena tutta la squadra che, così, non è partita per la trasferta di Torino. Ma nel pomeriggio è poi arrivato il comunicato della Lega di A che ha cambiato nuovamente le carte in tavola: “Il Consiglio ha approvato un preciso regolamento da adottarsi in caso di positività plurime che possono portare al rinvio gare solo al verificarsi di determinate condizioni che, al momento, non si applicano al caso del Napoli e non sussistono provvedimenti di Autorità Statali o locali che impediscano il regolare svolgimento della partita”, si legge nel testo diffuso. E si chiarisce poi perché la decisione dell’Asl doveva essere interpretata in maniera diversa: “Nel caso di specie si applica il Protocollo Figc concordato con il Cts e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno”. Comunicato che può portare alla sconfitta per 3 a 0 a tavolino del Napoli che, a differenza della Juventus, non sarà presente all’Allianz Stadium.

Il caso del Napoli, infatti, non è il primo che vede coinvolte società con casi di positività nella rosa o nello staff tecnico che, però, hanno disputato i match in programma: “Tale norma è la stessa utilizzata più volte nel corso della stagione per permettere, a puro titolo di esempio, al Torino di affrontare l’Atalanta, al Milan di recarsi a Crotone o al Genoa di andare a giocare al San Paolo, e oggi all’Atalanta di scendere in campo contro il Cagliari. Il protocollo prevede regole certe e non derogabili”.

Fonti della Regione fanno sapere che è stato applicato il protocollo ed escludono conversazioni in merito tra De Laurentiis e il governatore De Luca. Raccontano inoltre che, dopo i casi di positività al Covid tra i suoi calciatori, il Napoli ha chiesto un parere alla Regione e quest’ultima, che ha competenza esclusivamente sanitaria, ha semplicemente fatto applicare il protocollo di contact-tracing, indicando quindi l’isolamento delle persone venute a contatto con i contagiati. Gli stessi ambienti sottolineano “un vuoto legislativo tra normative sanitarie e quelle del gioco del calcio”.

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