Il prossimo 8 ottobre si terrà il Consiglio degli Affari interni, che riunisce i ministri dell’Interno dei 27 Stati membri dell’Unione europea e, in questa sede, avranno inizio le trattative per raggiungere un nuovo accordo sulla gestione europea del fenomeno migratorio. L’obiettivo è quello di superare il regime previsto con il trattato di Dublino. In particolare, il principio individuato dal regolamento è quello che stabilisce che lo Stato competente a esaminare una richiesta di asilo è quello in cui il migrante ha fatto il suo primo ingresso – per via terrestre, marittima o aerea – nel territorio europeo.

La nuova proposta annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non prevede un’effettiva modifica del principio del Paese di primo ingresso, ma solo che questo non si applichi nel caso in cui il migrante ha già un parente che risiede in uno Stato nell’Ue oppure ha lavorato o studiato in un Paese diverso da quello di arrivo. Gli Stati si impegneranno nella gestione dei flussi a sostegno di quelli in prima linea, potendo optare tra diversi strumenti di solidarietà: l’accoglienza di migranti, la logistica dei rimpatri di richiedenti non idonei a restare in Europa oppure la fornitura di assistenza, in termini di personale, mezzi o fondi. Ma su base volontaria.
È questo il punto criticato da Emma Bonino, intervenuta al Festival delle Città in corso a Roma. Per la senatrice di +Europa “non è una proposta legislativa, tantomeno non si tratta di ricollocazioni obbligatorie, ma solo di un patto su base volontaria. È abbastanza deludente“. Con realismo per la Bonino “su questo tema non ci sarà nessuna rivoluzione copernicana, ma intanto sarebbe utile non sprecare questo tempo e noi abbiamo depositato la proposta ‘Ero Straniero’ che però giace in Parlamento a prendere polvere”. Bocciatura sul dibattito europeo anche da parte del sindaco di Lampedusa, Totò Martello: “Dall’Unione europea solo annunci”. E mentre all’interno della maggioranza di governo continua il dibattito sulle modifiche ai decreti Sicurezza per Martello il punto è un altro: “Va cancellata la Legge Bossi-Fini“.

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