Il lavoro e l’economia da una parte, la situazione sanitaria dall’altra. Con il coronavirus a fare da filo conduttore e la transizione verde come pilastro della ripartenza. Senza dimenticare la lotta alle discriminazioni, la tutela dei diritti e la questione con migranti, con un annuncio importante: “Aboliremo il regolamento di Dublino“. Nel primo discorso sullo stato dell’Unione da parte della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen annuncia che “col presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità, in Italia”. Un modo per dimostrare che l’Ue è vicina ai cittadini, perché l’Europa deve “dimostrare che c’è per proteggerli“. Lo deve fare sul fronte sanitario, ma anche sul tema del lavoro: “Tutti nell’Unione devono avere i salari minimi. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi“, dice Von der Leyen all’Eurocamera, a Bruxelles. Per la ripartenza dell’Europa c’è il Recovery Fund, che però ha degli obiettivi e il primo è il clima: “Il 37% di Next Generation Eu (Recovery Fund, ndr) sarà speso per i nostri obiettivi del Green deal“, annuncia Von der Leyen. Che poi rilancia anche gli obiettivi sul taglio delle emissioni: “Per diventare il primo continente climaticamente neutro, proponiamo portare l’obiettivo per il 2030 di riduzione delle emissioni ad almeno il 55%“. Un altro pilastro dell’Unione, sottolinea Von der Leyen, è lo Stato di diritto: quindi la lotta al razzismo e la difesa dei diritti Lgbtqi, per creare “una Unione in cui voi potete essere quello che siete e amare chi volete senza timore di recriminazione o discriminazione”.

La tutela dei diritti e la lotta al razzismo si legano anche al tema migranti. Von der Leyen torna sull’argomento nel suo intervento di chiusura al Parlamento europeo e spiega che nel nuovo piano sulle migrazioni che sarà presentato, “verrà abolito il regolamento di Dublino e sarà sostituito da un nuovo sistema di governance“. Che “avrà una struttura comune per quello che riguarda gli asili e i rimpatri, avrà anche un meccanismo di solidarietà molto forte ed incisivo. Ci sarà un dibattito su questo, punti su cui andremo d’accordo e meno. So che anche la presidenza tedesca vuole avere dei risultati “, spiega Von der Leyen. Che risponde anche agli interventi dei parlamentari di destra: “Ho ascoltato la reazione della destra” al discorso sullo stato dell’Unione, nella parte che riguarda la migrazione. “Ogni persona ha una sua dignità da ovunque questa venga. La destra ha un’opinione diversa. Ci sono vari tipi di esseri umani: loro e noi. Loro devono essere affrontati con odio, ma l’odio non ha mai dato buoni consigli“, dice la presidente della Commissione europea.

La pandemia – Il suo discorso all’Eurocamera parte ovviamente dalla pandemia. “Dobbiamo costruire un’unione della sanità“, dice Von der Leyen, che per farlo vuole partire proprio dall’Italia e dal vertice che sarà organizzato nel 2021 con il premier Conte. “Gli europei vogliono uscire da questo mondo del coronavirus, da questa fragilità, fuori da questa incertezza. Sono pronti per un cambiamento e sono pronti ad andare avanti. Questo è il momento per l’Europa per allontanarsi da questa fragilità e verso una nuova vitalità”, assicura la presidente della Comissione, sottolineando che “l’Europa deve continuare a proteggere le vite”. Per questo “è importante in questo momento di pandemia, che non sta finendo, e che dobbiamo gestire con prudenza, agire con responsabilità e unità“.

Il lavoro – Per gli effetti della pandemia “il popolo europeo sta ancora soffrendo“. È “un periodo di ansia”, dice Von der Leyen, in cui gli europei “sono preoccupati di come sbarcare il lunario“. L’Europa “può superare questa fase, prosegue la presidente della Commissione, ritornando sul problema del lavoro. “La verità è che per troppe persone il lavoro non paga, il dumping salariale distrugge la dignità del lavoro e penalizza gli imprenditori, distorce la concorrenza del mercato interno”: per Von der Leyen “bisogna porre fine a questa situazione”. Come? “La commissione avanzerà una proposta su una normativa per sostenere gli stati membri e istituire un quadro sui salari minimi. Tutti devono avere accesso ai salari minimi o attraverso contrattazioni collettive e con salari minimi statutari”.

Il green deal – “La missione del Green Deal comporta molto di più che un taglio di emissioni, si tratta di creare un mondo più forte in cui vivere. Dobbiamo cambiare il modo in cui trattiamo la natura. E’ per questo che il 37% di Next Generation EU (Recovery Fund) sarà speso per i nostri obiettivi del Green deal”, dice von der Leyen all’Eurocamera, confermando l’impegno per la transizioni verde. Inoltre, il 30% dei 750 miliardi del Recovery Fund “saranno reperiti sui mercati grazie ai Green bond“, annuncia la presidente della Commissione europea. “Sappiamo che è necessario il cambiamento e sappiamo che è possibile. Il Green Deal è il nostro piano per realizzare questa trasformazione e vogliamo diventare il primo contente neutro entro il 2050, ma non ce la faremo con questo status quo, quindi dobbiamo essere più rapidi”, avverte Von der Leyen, ribadendo l’obiettivo di ridurre le emissioni per almeno il 55% entro il 2030.

L’economia – “Le nostre economie si riprenderanno dopo una caduta del Pil del 12%, ma il virus gira ancora, ed occorre trovare un equilibrio tra garantire sostegno finanziario e sostenibilità dei bilanci“, dice ancora Von der Leyen all’Eurocamera. Poi aggiunge: “Abbiamo una nuova strategia per Schengen” e per rafforzare il nostro mercato interno. Per rilanciare l’economia europea ci sarà (anche) il Recovery Fund: “Non c’è mai stato un momento migliore per investire nell’industria tecnologica europea. Il 20% di Next Generation Eu sarà investito sul digitale“, dice Von der Leyen. La presidente annuncia infatti la creazione di un “cloud europeo” per la conservazione dei dati, “nel quadro di GaiaX”, spiegando di puntare sullo “sviluppo di 5G, 6G e fibra di vetro”, per raggiungere la “sovranità digitale dell’Europa” e stabilire “un’identità digitale europea sicura“.

La lotta al razzismo – “I progressi nella lotta al razzismo e all’odio sono fragili. Ora è il momento di cambiare. Occorre un’Unione veramente anti-razzista, che va dalla condanna all’azione”, dice Von der Leyen. Che propone un piano per estendere l’elenco dei crimini dell’Ue “a tutte le forme di crimini ispirati dall’odio e di incitamento all’odio, a causa di razza, religione, sesso o sessualità. L’odio è odio e nessuno dovrebbe sopportarlo. Rafforzeremo le nostre leggi sull’uguaglianza razziale dove ci sono lacune”, spiega al Parlamento europeo. “Useremo il nostro budget per affrontare la discriminazione in settori quali l’occupazione, l’alloggio o l’assistenza sanitaria.Perché in questa Unione la lotta al razzismo non sarà mai un optional“, afferma von der Leyen. “Miglioreremo l’istruzione e la conoscenza sulle cause storiche e culturali del razzismo. Affronteremo i pregiudizi inconsci che esistono nelle persone, nelle istituzioni e persino negli algoritmi. E nomineremo il primo coordinatore antirazzismo della Commissione per mantenere” il dossier in testa “alla nostra agenda”, promette la presidente.

I diritti – “Assicureremo che i soldi del Bilancio europeo e Next Generation Eu siano spesi con le garanzie sullo stato di diritto. Questo non è negoziabile”, aggiunge ancora Von der Leyen. Che ai diritti dedica l’ultima parte del suo discorso: “Dobbiamo cercare, insieme, di gestire la questione delle migrazioni. Le immagini del campo di Moria a Lesbo sono un ricordo doloroso della necessità che l’Europa ha di agire assieme. Ciascuno deve assumersi la responsabilità e fare meglio. Se noi miglioriamo i nostri sforzi allora ci aspettiamo che lo facciano anche gli Stati membri, tutta l’Europa deve fare la sua parte”, dice Von der Leyen. Che poi aggiunge: “Non mi riposerò quando si tratterà di costruire una Unione della uguaglianza, perché essere se stessi non è la vostra ideologia ma è la vostra identità e nessuno può mai rubarvela. Le zone dove ci sono attacchi agli Lgbtqi sono delle zone in cui non c’è umanità e queste zone non trovano spazio e posto nell’Unione”, afferma la presidente della Commissione. Che “presenterà a breve una strategia per rafforzare i diritti degli Lgbtqi e chiederà il mutuo riconoscimento delle relazioni familiari nell’Unione perché, se si è genitori in un Paese, si è genitori in ogni Paese”. Al termine del suo discorso una lunga standing ovation dal Parlamento europeo.

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