Matteo Salvini cambia idea. Ancora una volta il leader della Lega modifica il suo punto di vista sulla nuova legge elettorale e sulla necessità di reintrodurre le preferenze. Dopo la vittoria del sì al referendum sul taglio dei parlamentari l’ex ministro dell’Interno si era schierato contro le liste bloccate, spiegando al fattoquotidiano.it che “se mi portano una legge elettorale come quella delle Regioni, che la sera del voto ti dice chi ha vinto e ci sono le preferenze a livello provinciale, io la voto in tre secondi”. Oggi invece ci ripensa: e chiede di tornare al voto anche con il Rosatellum, l’attuale legge elettorale che prevede – come è noto – le liste bloccate. “Si può anche andare a votare con questa legge elettorale, basta ridisegnare i collegi perché ci saranno meno senatori e deputati”, ha detto alla trasmissione Aria Pulita di 7Gold Tv.

Quello del numero uno della Lega è il primo cambio di linea sulle liste bloccate. Dopo la vittoria del Sì al referendum, tutti i partiti sembrano d’accordo nella reintroduzione le preferenze, almeno a parole. Il problema resta il “come” restituire potere all’elettore nella scelta degli eletti. Preferenze o collegi uninominali? Anche per questo motivo in Parlamento il dibattito sulla nuova legge elettorale si prospetta molto teso. Il testo-base adottato poco prima del referendum sul taglio dei parlamentari, è il cosiddetto Germanicum: un proporzionale con soglia di sbarramento al 5 per cento. I 5 stelle hanno già fatto sapere che chiederanno l’introduzione delle preferenze. Per abolire le liste bloccate il Fatto quotidiano ha ospitato l’appello di 10 costituzionalisti e ha lanciato una petizione (firma qui) per chiedere che vengano reintrodotte le preferenze.

“Non vogliamo arrivare ad approvare una legge elettorale a ridosso del voto. Anche nella maggioranza fino a qualche settimana fa qualcuno diceva che sono altre le priorità adesso, ma in commissione Affari Costituzionali non ci occupiamo di provvedimenti economici e non vorrei che poi la legge elettorale diventasse una priorità di fine legislatura per gli interessi di partito e non dei cittadini”, ha detto il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, del M5s. Il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, dalla Sicilia sembra essere d’accordo: “Sulla riforma elettorale la discussione in Commissione era stata abbastanza esaustiva. Ora dipenderà dal confronto tra le forze politiche di maggioranza, il Pd non deve aggiungere altro. Nicola Zingaretti è stato piuttosto chiaro, si va avanti e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

“I cittadini dovrebbero pretendere due cose dai partiti. Numero uno: devi dirmi prima con chi vuoi governare, magari in un secondo turno elettorale. Numero due: devi dirmi chi mandi in Parlamento a rappresentarci, scrivendo tu un solo nome sulla scheda o permettendomi di sceglierlo. Una riforma di questo tipo accompagnerebbe lo schema bipolare emerso dalle regionali senza forzare ammucchiate. Pd e Cinque Stelle sono molto diversi (e per me dovranno continuare a esserlo), un doppio turno darebbe equilibrio anche alla loro alleanze tattiche”, ha detto oggi il senatore Pd Tommaso Nannicini in un’intervista a Formiche.

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