In Francia i numeri sui contagi continuano a fare paura, con lo spetto di un nuovo lockdown che incombe sull‘Europa. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 13.498 nuovi casi, ha reso noto la sanità pubblica in serata. Per il secondo giorno consecutivo è stata così superata la soglia dei 13mila casi, quasi 300 in più rispetto a ieri, con 58 nuovi focolai segnalati.

Nell’ultima settimana i casi di coronavirus sono cresciuti esponenzialmente in praticamente tutti i Paesi del Vecchio Continente e la tanto temuta “seconda ondata” del virus sembra essere imminente oltre che, come ha rilevato il premier britannico Boris Johnson, inevitabile. Tanto che il premier si dice pronto a maggiori restrizioni, ma a Londra un migliaio di manifestanti contrari alle misure di lockdown, alle mascherine e al distanziamento sociale per l’epidemia di coronavirus, in nome dello slogan “Resist and Act for Freedom” (Resisti e agisci per la libertà) si è radunata a Trafalgar Square, dove ci sono state tensioni e qualche tafferuglio con la polizia. Ma i dati preoccupano, e per due giorni consecutivi si batte il record di contagi in 24 ore: sono stati registrati 4.422 nuovi casi, 100 in più rispetto al giorno precedente. È il numero più alto dall’8 maggio. Il bilancio complessivo è di oltre 390mila casi. Le nuove vittime sono 27, 41.759 in totale.

In Germania, intanto, sono stati registrati quasi 2.300 nuovi casi, come non accadeva da aprile, mentre in Francia i contagi e i decessi (balzati a 13.215 e 123, record di questa fase) sono tripli rispetto al Regno di Elisabetta. La Spagna è stata costretta ad annunciare un nuovo giro di vite persino nella capitale Madrid. Preoccupano anche la Repubblica Ceca, la Danimarca, l’Olanda: quest’ultima, ha detto il premier Mark Rutte, studia “misure regionali” dopo i quasi 2 mila casi di giovedì, molti dei quali nelle città più grandi, il quarto record consecutivo di contagi giornalieri. Anche la Grecia è pronta a una stretta su Atene.

A preoccupare non è solo l’aumento dei contagi ma soprattutto il numero di ospedalizzati, di ricoveri in terapia intensiva e di decessi. Per questo i governi stanno intervenendo con provvedimenti sempre più restrittivi delle libertà di movimento, incalzati dai moniti dellOrganizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che parla di “grave situazione contagi in Europa” chiedendo così ai vari Paesi un approccio diverso, prendendo come esempio positivo la Svezia, criticata nei mesi scorsi da numerosi esperti per le mancate restrizioni messe in campo dal governo, soprattutto in tema di sostenibilità e coinvolgimento dei cittadini: “Bisogna riconoscere – ha detto la funzionaria Catherine Smallwood – che la Svezia ha evitato l’incremento di casi” nell’ultimo periodo “che si sta verificando in altri Stati, in particolare in Europa occidentale, e penso che ci siano lezioni da imparare dall’approccio svedese, in particolare sulla sostenibilità e il coinvolgimento dei cittadini“.

E non va meglio oltre i confini europei: sono oltre 951mila i morti in tutto il mondo e più di di 30,5 milioni di casi confermati. Secondo gli ultimi dati della John Hopkins University sono stati altri 230.884 i contagi mondiali nelle ultime 24 ore. Il Brasile sale a 4,4 milioni di contagi – terzo dopo Usa (6,7) e India (5,3) – e Israele apre le celebrazioni del Capodanno ebraico sotto la cappa di un secondo lockdown nazionale già operativo (primo Paese del pianeta a ricorrervi), oltre che di dati da record mondiale di casi in rapporto alla popolazione.

Germania – Sono quasi 2.300 i nuovi contagi da coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Germania, il livello più alto dallo scorso aprile. Lo riferisce il Robert Koch Institut (Rki), il centro epidemiologico tedesco: si tratta di 2297 infezioni, portando il numero complessivo a 270 mila. Sono 6, sempre nelle 24 ore, i decessi registrati, per un totale di 9.384. I guariti, sempre stando al conteggio del Koch Institut, sono 239mila. Il livello più alto di contagi giornalieri era stato registrato tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, con circa 6.000 infezioni. In agosto solo una volta si era tornati a superare i 2.000 contagi al giorno.

Regno Unito – Boris Johnson trascorrerà il weekend valutando se decidere nuove restrizioni anti Covid dopo aver detto che il Regno Unito “ora sta assistendo ad una seconda ondata”. Negli ultimi giorni i contagi hanno sfiorato la quota di 5 mila al giorno (+32% dalla settimana scorsa) per la prima volta dallo scorso 8 maggio. Nelle ultime 24 ore i contagi hanno toccato quota 4.422. Per questo, secondo quanto riporta la Bbc, il governo britannico sta valutando il divieto degli incontri tra gruppi familiari diversi e la riduzione degli orari di apertura per pub e ristoranti. Al momento già 13,5 milioni di britannici, circa un quinto della popolazione, sono soggette a restrizioni varate nei giorni scorsi per cercare di rallentare la marcia del virus. Venerdì il premier aveva detto che non “vuole adottare misure di lockdown” ma che è necessario rafforzare quelle di distanziamento. “Chiaramente quando guardiamo a quello che sta succedendo ci si chiede se si debba fare di più della regola del sei fissata lunedì“, ha aggiunto riferendosi alla provvedimento che vieta le riunione di oltre sei persone.

Spagna – La Spagna rimane il Paese più in crisi: nelle ultime due settimane qui sono morte 825 persone, in media 60 al giorno, e i reparti di rianimazione ospitano già 1331 dei 10 mila ricoverati per Covid. A preoccupare è soprattutto l’area di Madrid: per questo da lunedì 37 distretti saranno soggetti al lockdown per frenare l’aumento del Covid-19. Il provvedimento riguarda oltre 850mila persone, che saranno sottoposte a restrizioni per i viaggi e agli assembramenti. I residenti potranno lasciare la loro zona solo per andare al lavoro, a scuola o per assistenza sanitaria. Gli incontri sociali saranno limitati a sei persone, i parchi pubblici saranno chiusi e le attività commerciali dovranno abbassare la saracinesca entro le 22. La Spagna ha il maggior numero di casi di coronavirus in Europa, e Madrid è di nuovo la regione più colpita. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i nuovi casi sono 625.651 e i tassi di infezione nella regione di Madrid sono più del doppio della media nazionale, come afferma il governo spagnolo. Il Paese era già stato tra i più colpiti dalla prima ondata di infezioni con 30mila morti.

Francia – Cresce l’allarme Coronavirus in Francia, dove nelle ultime 24 ore sono stati individuati 13.215 nuovi contagi, una cifra record mai toccata dalla primavera scorsa quando il Paese era in pieno lockdown, a cui si aggiungono 123 morti. Positivo anche il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, mentre continuano a esplodere mini focolai in tutto il Paese, in particolare nelle università. Macron: “Abbiamo una cosa sola da fare, batterci, batterci, batterci”, ma al momento si tende ad escludere un nuovo lockdown totale.

Russia – Il numero di casi di coronavirus rilevati nell’ultimo giorno in Russia ha superato le 6.000 unità per la prima volta dal 19 luglio. Lo ha detto il quartier generale operativo per combattere la diffusione del coronavirus. Secondo la sede centrale, la crescita giornaliera è stata dello 0,56%, il numero totale di persone infette ha raggiunto quota 1.097.251. Il numero di morti è invece aumentato di 144 casi contro i 134 del giorno precedente e ha raggiunto un totale di 19.339 persone. Secondo il centro il numero totale di morti è l’1,76% di tutte le persone infettate in Russia.

India – Per più di cinque settimane l’India ha segnato il record giornaliero dei casi nel mondo. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 93.337 nuovi casi, portando il totale a oltre 5,3 milioni contagi su quasi 1,4 miliardi di abitanti. Per quanto riguarda i decessi, sono stati 1.247 in un giorno. Gli studiosi prevedono che entro poche settimane diventerà il Paese più colpito dalla pandemia, superando gli Stati Uniti. Il governo del primo ministro Narendra Modi ha dovuto affrontare aspre critiche da parte dell’opposizione in Parlamento per la gestione della pandemia che ha lasciato milioni di persone senza lavoro. Più di 10 milioni di lavoratori migranti hanno abbandonato le grandi città e sono tornati nei loro villaggi con l’annuncio del lockdown, lo scorso 24 marzo. Questi spostamenti hanno causato la diffusione del virus in tutto il Paese, specialmente nelle zone rurali e più povere.

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