A un anno dallo spostamento dei resti del dittatore Francisco Franco, il governo spagnolo presenta un progetto di legge per esumare le centomila, o forse più, vittime del franchismo sepolte nelle fosse comuni in tutta la Spagna e rimaste senza nome. Un numero che secondo Amnesty International è superato solo dalla Cambogia. Così l’esecutivo di Pedro Sanchez vuole completare il lavoro iniziato nel 2007 dal governo Zapatero e bloccato dai conservatori del Partido Popular nel 2011. Si tratta della ‘Legge della memoria democratica’, che apre uno scenario inedito e potrebbe portare le vittime del franchismo e i loro familiari ad ottenere giustizia una volta per tutte. Costituita da 66 articoli e probabilmente in vigore già nel 2021, prevede la creazione di un database del Dna per identificare i resti di chi è rimasto senza nome, la cui esumazione diventa “affare di Stato”. E potrebbe dare un colpo di spugna alla Legge di Amnistia del 1977, che aveva annullato i reati commessi durante il periodo franchista facendo naufragare tutti i tentativi fatti per portare in tribunale i gerarchi, alcuni dei quali ancora vivi.

Il testo – Il progetto di legge vuole dichiarare pienamente nulli i giudizi sommari emessi dal regime, e proibire l’apologia del franchismo con multe che possono arrivare fino a 150mila euro in caso di atti di esaltazione e omaggio alla dittatura. Un passaggio è dedicato anche all’insegnamento dell’epoca franchista nelle scuole: “Attualizzeremo i contenuti curricolari nella scuola dell’obbligo, affinché i contenuti della legge costituiscano una parte importante dei valori trasmessi dai nostri istituti”, ha spiegato Carmen Calvo, vicepresidente del governo, secondo cui “non saremo una grande democrazia se non siamo capaci di affrontare con giustizia il nostro passato”. Per questo il testo prevede anche la creazione di una procura specializzata per le indagini sulle violazioni dei diritti umani commesse dalla Guerra civile all’approvazione della Costituzione nel 1978. Un’altra novità riguarderà lo stop dei finanziamenti pubblici ai gruppi e alle associazioni che rendono omaggio alla dittatura, come la stessa Fondazione Francisco Franco, che ha annunciato di “andarsene all’estero” qualora il governo dovesse renderla illegale.

Ora la norma inizierà il suo iter parlamentare e la polemica politica è assicurata, soprattutto perché il governo ha dichiarato che il progetto verrà finanziato con 750mila euro, di cui il 60% destinato proprio alla ricerca dei dispersi. E il portavoce del Partido popular al Senato, Javier Maroto, si è già fatto sentire: “Ogni volta che Sanchez ha un problema, tira fuori Franco dal cassetto”.

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