La Russia insiste a sostenere l’ipotesi della messinscena, parlando di accuse “infondate” in riferimento all’avvelenamento del principale oppositore di Vladimir Putin, Alexei Navalny. Nonostante gli esperti tedeschi che hanno svolto le analisi sul blogger dissidente abbiano rilevato tracce dell’agente nervino Novichok, lo stesso con cui erano stati avvelenati l’ex agente del Gru, Sergej Skripal, e sua figlia a Salisbury , in Gran Bretagna, la polizia russa intende chiedere alle autorità tedesche la possibilità di interrogare l’oppositore a Berlino. Intanto, il ministero della Giustizia tedesco ha dato l’ok alla collaborazione tra investigatori di Berlino e di Mosca nella vicenda.

Nello specifico, secondo un un documento del ministero dell’Interno citato dall’agenzia Interfax, la Russia vuole che la Germania permetta alle “agenzie investigative russe che stanno controllando questo incidente” e a “un esperto russo di essere presenti mentre i colleghi tedeschi, i medici e gli esperti svolgono le procedure di indagine” sul caso “nonché che possano fare domande e chiedere chiarimenti“. Questo perché Mosca continua a sostenere la versione della messinscena, come ribadito anche dal ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, che ha definito “infondate” le accuse rivolte dalla Germania alla Russia, scontro che ha causato un vero e proprio caso diplomatico che ha messo anche in discussione la partnership per la realizzazione dell’ultimo tratto del gasdotto Nord Stream 2.

Il capo della diplomazia del Cremlino ha dichiarato che “è nell’interesse dei nostri colleghi tedeschi difendere la loro reputazione, fornire tutte le informazioni necessarie che in qualunque modo possano far luce sulle loro accuse al momento infondate”.

Ancora più decise le dichiarazioni di Vasili Nebenzya, rappresentante di Mosca all’Onu, che ha affermato in sede di Consiglio di Sicurezza come “tutto questo incidente non può non farci pensare ad uno sporco gioco inscenato. Questo ci porta a una domanda retorica che i latini ponevano in questi termini: ‘Cui bono? Is fecit cui prodest’. Lo ha commesso colui a cui conveniva”.

Dopo la richiesta del ministero dell’Interno russo “di un permesso per investigatori, medici ed esperti perché siano presenti alle azioni investigative riguardanti Navalny”, il ministero della Giustizia tedesco ha approvato l’assistenza legale nelle indagini, incaricando i procuratori dello Stato di lavorare con le autorità russe, come annunciato dalla procura di Berlino su Twitter.

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