È Gaetano Miccichè il nuovo amministratore delegato e direttore generale di Ubi Banca, dopo le dimissioni, pochi giorni fa, di Victor Massiah. Una scelta che avvicina ulteriormente l’istituto alla fusione con Intesa Sanpaolo, dopo che l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Cà de Sass si è conclusa con un tasso di adesioni superiore al 90% (90,2%, pari a 1,03 miliardi di azioni), battendo tutte le previsioni.

Attuale presidente della divisione Imi del gruppo Intesa Sanpaolo – ex Banca Imi – Micciché era stato appunto designato dal ceo Carlo Messina come la figura giusta per poter guidare la banca di Bergamo e Brescia durante il processo di aggregazione: “Insieme costruiremo un gruppo ancora più vicino e a sostegno dei territori, insieme saremo ancor più la ‘banca dei territori’, delle famiglie e delle imprese italiane”, ha dichiarato Micciché. L’assemblea dei soci è stata convocata per il 16 ottobre, quando dovrà nominare il nuovo consiglio di amministrazione che, anche quello, sarà espressione del socio di maggioranza Intesa.

L’annuncio dell’arrivo del manager non è però riuscito a dare una spinta decisiva al titolo di Ubi in Borsa: dopo un iniziale rialzo, Ubi termina gli scambi in calo del 3,86% a 3,61 euro. In occasione della presentazione dei risultati semestrali, Messina aveva spiegato che nella fase di transizione “è sicuramente importante individuare una figura di prestigio che abbia già dimostrato di saper guidare con successo operazioni complesse e squadre formate da persone che hanno nel loro dna la necessità e volontà di essere motivate. Credo che a questo identikit corrisponda perfettamente Gaetano Micciché, persona di cui mi fido ciecamente“.

Il cda di Ubi, presieduto da Letizia Moratti, ha accolto subito le indicazioni del ceo di Cà de Sass. I consiglieri dell’istituto rimettono anzi il loro mandato alla data dell’assemblea che viene convocata per ottobre. “Vogliamo, con tutte le nostre forze, che l’integrazione di Ubi Banca in Intesa Sanpaolo dia vita a una realtà che rappresenti il pilastro della ripresa economica“, commenta con entusiasmo Micciché non appena viene eletto. Ubi “è una banca solida, riconosciuta e sostenibile. I mesi che ci attendono saranno fondamentali per condividere reciprocamente esperienze e modalità operative con l’obiettivo di completare l’integrazione tra i due istituti. Dovremmo facilitare il dialogo, il confronto e la condivisione tra tutte le strutture di Intesa Sanpaolo e quelle di Ubi Banca, avendo sempre come primo pensiero tutte le nostre persone, i nostri clienti e i nostri azionisti”.

Micciché, palermitano classe 1950, è laureato in Giurisprudenza e ha ottenuto un Mba alla Bocconi con il diploma di merito nel 1984 e il Master of Masters conferito da SDA Bocconi-Master Alumni Association nel dicembre 2008. Inizia la sua carriera alla Cassa Centrale Risparmio delle Province Siciliane, dove diventa responsabile clientela corporate. Dopo un passaggio in diverse aziende, nel 2002 torna al settore bancario, chiamato da Corrado Passera in Banca Intesa. Nel 2007 passa nel gruppo Intesa Sanpaolo, diventando d.g. responsabile della divisione Corporate e Investment Banking. Dal 2007 al 2015 è anche amministratore delegato di Banca Imi e dal 2016 vicepresidente. Dal 2016 diventa presidente di Banca Imi. Tra gli altri incarichi ricoperti quello di consigliere di amministrazione di Alitalia, Telecom Italia, Borsa Italiana. Dal 2016 è membro del consiglio di Rcs. Micciché è stato anche presidente della Lega Serie A e vicepresidente della Figc. Lo scorso marzo è entrato nel cda di Prelios, del quale è vicepresidente.

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