L’oro sfonda i 2.000 dollari l’oncia (circa 64 dollari al grammo) portando al 32% il rialzo da inizio anno. In termini nominali si tratta di un record storico. Non lo è ancora in valore reale, ossia tenendo conto dell’inflazione. Le quotazioni del metallo giallo sono in crescita pressoché costante dalla metà dello scorso marzo ma nelle ultime tre settimane hanno vissuto una decisa accelerazione. Solo a metà luglio le quotazioni si fermavano a 1.800 dollari l’oncia. Va detto che il contemporaneo indebolimento del dollaro ridimensiona i guadagni degli investitori italiani ed europei. In una fase di rendimenti di obbligazioni e titoli di Stato prossimi allo zero, con il permanere dei timori sull’evoluzione della pandemia, l’oro ha riscoperto il suo tradizionale ruolo di bene rifugio che si era un poco appannato negli ultimi tempi.

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