Cara Franca,

chi ti scrive è un cretinetti di nome Ricky Farina, vorrei dirti semplicemente grazie per tutto quello che ci hai dato, ci hai fatto sentire tutti più intelligenti con la tua comicità arguta, grazie a te siamo diventati tutti meno “cretinetti”. Non ti ho mai incontrata di persona, anche io sono nato a Milano, di persona ho invece incontrato quella che considero la tua erede: Lella Costa.

Anche Lella colta e intelligente come te; ero all’Esselunga di via Washington e cercavo disperatamente l’idraulico liquido per la mia doccia, vidi una piccola signora e le chiesi lumi sull’ubicazione del suddetto idraulico liquido, proprio mentre mi stava rispondendo
riconobbi Lella Costa, ma ormai non potevo dirle “oh, ma tu sei Lella!”, devo comunque dire che mi indirizzò verso la parte giusta e lo trovai subito.

Ecco, è solo un piccolo episodio per dirti che di persone come te e come Lella Costa io mi fido e seguirei le vostre indicazioni per tutto: politica, sesso, cibo, idraulico liquido. Sono sicuro che mi dareste sempre l’indicazione giusta perché siete: intelligenti, moderne, buone, simpatiche. Siete avanti, ora tu sei avanti anche con gli anni, cara Franca, devi rassegnarti: non hai più 90 anni!

Forse iniziano i primi acciacchi e le prime amnesie, ma vorrei chiederti una cosa, so che sei appassionata di opera lirica, io sono il nipote di Roberto Farina, grande appassionato e conoscitore di Maria Callas: tu sei tebaldiana o callassiana? Zio Robi mi raccontava che vide la Callas all’Opera di Parigi, la vide dai posti più in alto, dai loggioni, les enfants du paradis, e disse che prima ancora della voce arrivavano i suoi occhi che erano due lucerne magnetiche, e questo suo racconto mi ha sempre affascinato, quindi mi chiedo: anche tu subisci il fascino carismatico della Callas?

Poi mi disse anche delle cose sulla Callas e Onassis che qui non posso ripetere per decenza. Ecco, la decenza è un’altra cosa che tu ci hai insegnato, l’eleganza di una comicità che non si è mai abbassata, che non ha mai barattato un grammo della propria intelligenza per andare incontro alla risata facile e volgare. In te nulla è volgare, eppure sei popolare, del popolo hai la semplicità intatta per le cose di tutti i giorni, quasi un afflato gozzaniano, e poi sei anche borghese, ma quella borghesia illuminata che ha fatto di Milano una città colta, europea, contro la tortura, grazie a persone come Beccaria e i fratelli Verri.

Tu sei una costola di tutto questo: dell’illuminismo lombardo. Infatti la tua comicità illumina il pensiero, e fa venire voglia di essere dall’altra parte del telefono, mi sono sempre divertito ad immaginarmi dall’altra mentre facevi i tuoi numeri comici al telefono, e ti avrei detto: Cara Franca, grazie ancora di tutto, mi sento meno “cretinetti” anche per “colpa” tua.

Cento anni, un secolo, che vuoi che sia? Ti confido una cosa, sai che ti trovo anche sexy? Nel film Leoni al sole di Caprioli eri proprio un bel bocconcino! Si può dire “bocconcino” a una donna che soffierà su 100 candeline? Ti ricordi che cosa diceva Groucho? Sei vecchio quando le candeline costano più della torta, ma a te non capiterà perché le torte oggi sono carissime, per nostra fortuna. Ti abbraccio, se hai bisogno di un soffio amico io ci sono. Ciao.

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