A Baltimora, sulla costa est degli Stati Uniti, dei manifestanti hanno rovesciato e rimosso una statua di Cristoforo colombo. È solo l’ultimo monumento in ordine di tempo entrato nel mirino dell’ondata di manifestazioni antirazziste scatenate dalla morte di George Floyd, afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis lo scorso maggio mentre era in stato di arresto. Per Donald Trump, impegnato nelle celebrazioni del 4 luglio alla Casa Bianca, è l’occasione per nascondere l’aumento dei contagi da coronavirus e tornare ad attaccare “i nemici” di sinistra: “Insieme combatteremo per il sogno americano e difenderemo e proteggeremo lo stile di vita americano, iniziato nel 1492 con la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo”. Intanto, nel giorno del compleanno d’America, il Covid continua a dilagare con oltre 43mila contagi nelle ultime 24 ore. Ma Trump assicura che “avremo una cura o un vaccino” prima della fine dell’anno e attacca la Cina: “La sua segretezza, i suoi inganni e il suo insabbiamento hanno consentito al virus di diffondersi in tutto il mondo”.

Le immagini diffuse dal Baltimore Sun mostrano la statua di Colombo rimossa con delle funi vicino alla Little Italy di Baltimora e trasportata nel vicino porto nella notte. Vogliono “buttare giù le statue, cancellare la nostra storia, indottrinare i nostri figli”, dice il presidente Usa. Le statue dell’esploratore italiano in giro per l’America sono finite nel mirino della campagna che chiede la rimozione dalle strade e dalle piazze americane dei simboli razzisti e del passato coloniale, fra le quali Colombo.

In un South Lawn della Casa Bianca gremito da centinaia di persone, poche con la mascherina e tutte senza distanziamento sociale, il presidente fa un’altra prova di forza dopo quella di Mount Rushmore. Porta avanti la sua guerra contro la sinistra radicale che paragona ai nazisti. “Gli eroi americani hanno sconfitto i nazisti e i fascisti. Ora siamo sulla strada per sconfiggere la sinistra radicale, i marxisti, gli anarchici, gli agitatori e coloro che in molti caso non hanno idea di cosa stanno facendo”, dice Trump, osservando come il “nostro passato non è da buttare”. Poi si lancia in un attacco contro i media, ai quali chiede di dire la verità.

La furia verbale del presidente americano si scaglia per ultima contro Pechino: “La sua segretezza, i suoi inganni e il suo insabbiamento hanno consentito al virus di diffondersi in tutto il mondo”, attacca Trump. Ma è la politica a dominare il suo intervento: il presidente torna a cavalcare lo scontro culturale e le divisioni così come il razzismo, iniziando a far preoccupare anche i repubblicani, ora sempre più nervosi. Il timore è che l’ossessione di Trump per lo scontro culturale e razziale e la gestione della pandemia possano mettere a rischio non solo le sue chance di rielezione ma, anche la maggioranza conservatrice in Senato.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista
Articolo Precedente

Coronavirus, la Spagna rilancia il turismo in sicurezza: controlli a tappeto e moduli da compilare

next
Articolo Successivo

Israele, Netanyahu silenzia l’intelligence per annettere la Cisgiordania. Così la democrazia rischia di ammalarsi

next