Alta velocità, pagamenti elettronici, fibra ottica per tutti, transizione energetica, taglio del cuneo fiscale e incentivi alle imprese per “un’Italia più inclusiva”. Sono alcuni dei “pilastri” annunciati dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a conclusione della nove giorni di Stati generali e sui quali si baserà il piano di rilancio che sarà presto presentato dal governo. Ma frena sulla rimodulazione dell’Iva: “Misura costosa da studiare con molta attenzione”. E nella sua conferenza stampa, dopo gli ultimi incontri con grandi imprese, artisti, architetti e altre realtà del panorama economico italiano, il capo dell’esecutivo ha anche risposto a chi lo ha accusato di aver messo in piedi una passerella: “Qui non abbiamo fatto passerelle, ma abbiamo lavorato, in una sede istituzionale bellissima, perché della bellezza dell’Italia non dobbiamo vergognarci”.

“Sono stati giorni molto intensi e non ci siamo chiusi affatto, anzi ci siamo aperti. Qui ha sfilato il Paese intero in tutte le sue componenti”, ha esordito il presidente del Consiglio ricordando gli 82 meeting tenuti nel corso della nove giorni che “ci rafforza, rafforza me e tutti i ministri. Ci rafforza negli obiettivi, nelle linee di intervento su cui vogliamo agire”. E per riassumere la linea da seguire, dopo un messaggio di incoraggiamento rivolto ad Alex Zanardi, il premier cita lo scrittore Alessandro Baricco, anche lui presente a uno degli incontri: “Abbiamo aperto all’impossibile il panorama della nostra mente, allargato all’impensabile il raggio della nostra azione”. E spiega: “Il piano di rilancio non è una semplice raccolta di riforme. Ci siamo resi conto che non è affatto sufficiente riformare il Paese, dobbiamo reinventare il Paese che vogliamo perché l’esperienza è stata troppo dura e la sfida troppo impegnativa per occuparci di semplici riforme.

Tra i punti elencati per raggiungere questo obiettivo c’è quello di creare “un’Italia più inclusiva”, anche grazie alla “riduzione del cuneo fiscale. Già a luglio avevamo predisposto una misura. È una direzione giusta che dobbiamo perseguire”, ha detto. Inoltre, maggiore sensibilità per favorire la crescita professionale delle donne: “Ci è stato presentato e accogliamo un suggerimento, il progetto di un voucher per pagare 500 donne all’anno che aspirano a diventare manager. Un Mba Executive dal valore di 35mila euro. Nelle prime 100 imprese solo il 6% è guidato da donne”. E l’inclusione non può non passare dalla modernizzazione dell’Italia: “Dobbiamo modernizzare il Paese. Tutti condividono l’Alta Velocità, ma non solo. In questi mesi abbiamo toccato con mano il divario digitale, dobbiamo colmare questo divario. Tutti hanno condiviso la necessità di dare impulso alla rete unita di fibra ottica a basso costo per tutti”. Sarà anche necessaria maggiore attenzione al “contrasto alla povertà educativa dei nostri giovani. Abbiamo consapevolezza piena che bisogna investire tantissimo nell’università, ricerca, nella scuola e un progetto nazionale per la formazione continua dei lavoratori ma anche dei professionisti. Occorre anche una formazione dirigenziale diffusa non solo nel privato ma anche nella pubblica amministrazione. E investire molto di più ne diritto allo studio“.

Conte sottolinea che, nonostante gli interventi economici, i primi dati post-lockdown mostrano che non c’è ancora stata una ripartenza dei consumi, con il rischio che il Paese non riesca ad attuare la ripresa economica a cui si punta. “Il Recovery Fund sarà diretto a investimenti e riforme e riteniamo che quello sia il nostro obiettivo. Cercheremo anche di avere un ‘bridge’ che non si preannuncia molto consistente. Ora portiamo a casa il negoziato, stiamo già lavorando per il ‘bridge’ e quando diciamo che presenteremo il Recovery Plan a settembre ciò significa che già ora dobbiamo lavorarci. Ma noi abbiamo carenze in struttura, non abbiamo capacità di spesa. La prossima settimana dobbiamo subito rivedere questo piano di rilancio, dopodiché dobbiamo cominciare a stendere i progetti”. E insiste sulla necessità di puntare alla limitazione del contante: “Dobbiamo favorire i pagamenti digitali, il cashless. Le componenti sane e migliori del Paese ci chiedono di contrastare l’economia sommersa”.

E tra le ipotesi di provvedimenti citate dai giornalisti presenti c’è quella della rimodulazione dell’Iva. E qui il premier frena: “È una delle ipotesi che abbiamo discusso, ma non abbiamo deciso anche perché è una misura costosa – ha risposto – Ma c’è preoccupazione sul fatto che non sia ripartito appieno quel clima di fiducia che fa innescare il circuito dei consumi. È una misura allo studio, questa settimana sarà già decisiva per una prospettiva del genere”.

In fase di valutazione, invece, l’ipotesi di un nuovo scostamento di bilancio: “Il piano di rilancio nella versione definitiva sarà l’orizzonte dell’azione del governo. Da qui ricaveremo le riforme del Recovery Plan che presenteremo a settembre – ha continuato – Poi ci sono misure di più immediato impatto e abbiamo sicuramente valutato la necessità di intervenire per un ulteriore scostamento di bilancio. Non abbiamo ancora fatto di conto, ma fra un po’ dovremo metterci intorno a un tavolo. L’aggiornamento è costante anche rispetto ai flussi di cassa dello Stato”.

Fondamentale, poi, l’avvio di una transizione energetica che punti a sviluppare un’economia green: “Dobbiamo creare degli spazi industriali in cui si lavori per l’economia circolare, i distretti di economia circolare. Non possiamo parlare di transizione energetica e avere dubbi su parchi eolici ed energia idrica, dobbiamo essere coerenti”, ha detto spiegando che l’unica via è quella di puntare a un processo di decarbonizzazione. E sul tema della transizione energetica, il premier ha dichiarato che “è stato molto apprezzato il nuovo progetto impresa 4.0 plus per rendere strutturali tutti gli incentivi e le agevolazioni alle imprese digitali e green”.

Tra i punti che Conte ha definito “tra i più condivisi” c’è quello riguardante la riforma dell’abuso d’ufficio: “Il progetto del governo di rivedere l’abuso d’ufficio, la responsabilità erariale, è stato fortemente condiviso”, ha affermato auspicando l’avvio di un “processo di sburocratizzazione” necessario.

L’appello al centrodestra: “Spero in un confronto con singole parti”. Lega: “Veniamo solo come coalizione”
In conclusione, il premier rinnova l’invito al centrodestra per un confronto: le opposizioni “non hanno raccolto il mio primo invito. Tonerò a proporre un’ulteriore occasione di confronto. Se tutti insieme o separatamente? Per evitare confusione e passerelle credo che potremo avere maggiore tranquillità in un incontro con ciascuna forza. Confido di farlo questa settimana. Forza Italia sembrerebbe predisporsi ad un confronto più dialogico ma io confido che anche Lega e Fratelli d’Italia possano parteciparvi in tutta franchezza”. Ma la Lega ha immediatamente respinto l’ipotesi di un incontro separato: “Conte annuncia di voler invitare il centrodestra separatamente? Il centrodestra è unito e non bisogna perdere tempo. Il governo convochi la coalizione. Se le intenzioni di Conte saranno finalmente serie, il centrodestra si presenterà insieme come avvenuto in passato”, fanno sapere fonti del Carroccio.

Stessa risposta fornita dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Io quando sono stata chiamata sono sempre andata, ma non decide Conte come ci presentiamo da lui, lo decidiamo noi e noi da Conte ci andiamo insieme, come coalizione, perché siamo una coalizione – ha detto – Neanche il presidente della Repubblica, quando ci sono le consultazioni per la formazione del governo, si mette a sindacare sulla composizione delle delegazioni, per cui se Conte ci vuole ricevere comunico che andremo come centrodestra e non come singoli partiti”.

Così come Forza Italia che, dicono fonti interne, è in linea con gli alleati: “Quando arriverà l’invito per il confronto a Palazzo Chigi, Forza Italia risponderà affermativamente. Andremo a presentare le nostre proposte uniti, insieme a Lega e Fratelli d’Italia, come abbiamo sempre fatto sinora”.

Conte: “Tenuta del governo? Pd forza consapevole”. Zingaretti: “Grande concretezza. Ora è il tempo delle scelte”
Ai giornalisti che hanno chiesto se si sentisse preoccupato per la tenuta del governo, visti i dissidi interni alle formazioni che ne fanno parte, in particolar modo nel Pd, il presidente del Consiglio ha risposto: “Non seguo in dettaglio la vita interna dei partiti di maggioranza e quindi del Pd. Posso dire che sono assolutamente fiducioso, stiamo lavorando in un clima assolutamente costruttivo e positivo”. E ha glissato: “Qualche critica avviene in tutte le famiglie. Quello che posso dire è che trovo nel Pd una forza consapevole del momento che l’Italia sta attraversando, affidabile, con un segretario che ha le idee molto chiare. E non esito a sentirmi fiducioso per il lavoro che stiamo facendo, anche in una prospettiva dei prossimi mesi e, confido, di fine legislatura”.

E pronto è arrivato anche il commento del segretario Dem, Nicola Zingaretti: “Nessun Governo ha mostrato la stessa volontà di coinvolgimento e di ascolto messa in campo dal nostro esecutivo – ha scritto su Facebook – Dagli Stati generali esce un lavoro utile per costruire la nuova agenda di Governo e soprattutto per essere pronti alle sfide per la rinascita. Ora è il tempo delle scelte e della concretezza. In tanti chiacchierano. Noi, invece, con l’Europa andiamo avanti uniti per costruire un’Italia semplice, della conoscenza, digitale, green, delle opportunità e della solidarietà, come abbiamo fatto in questi mesi”.

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