Gli Oscar 2021 rischiano di slittare di ben otto settimane. Invece del 28 febbraio 2021 la notte delle statuette e delle star finirebbe addirittura a fine aprile. Lo riporta sul suo sito web Hollywood Reporter. Segnalando che i 54 responsabili del consiglio dell’Academy stanno valutando il robusto posticipo in modo serio. La ragione principale è chiara: a causa della pandemia di Covid 19, e relativa chiusura di sale e stop dei set, titoli e produzioni previsti per l’estate e l’autunno 2020 sono letteralmente saltati. Difficile quindi che sia minimamente rappresentativa una deadline classica di distribuzione dei titoli per finire nelle nomination degli Oscar entro il 31 dicembre 2020. La cosiddetta “finestra di ammissibilità” verrà quindi prorogata e ad occhio non sembra che verrà scelta una data prima delle fine di febbraio 2021 e quindi uno spostamento della Notte degli Oscar verso fine aprile.

Un calcolo che viene reputato altamente ottimista, visto che soprattutto in California i media non fanno altro che parlare di “seconde ondate” di Sars Co v2 per l’autunno e quindi tutto tornerebbe in bilico. Il consiglio ristretto dell’Academy anticipa di parecchio la decisione per gli Oscar anche per consentire all’Abc di organizzare la diretta tv con relativo red carpet in tempi ragionevoli sia in termini di raccolta pubblicitaria che logistica. Sulle colonne di Hollywood Reporter si segnala che la pandemia di coronavirus oltre a bloccare produzioni e postproduzioni ha “sconvolto i festival cinematografici d’élite come quelli di Cannes e Venezia che spesso servono come trampolini di lancio per i contendenti all’Oscar”. A metà maggio, non più di un mese era stata l’altra blasonata rivista del settore, Variety, ad annunciare addirittura una possibile cancellazione. Fatto peraltro mai avvenuto nella storia degli Oscar, mentre invece il posticipo registra almeno tre casi storici: nel 1938 venne rinviata di una settimana a causa di un alluvione che invase Los Angeles e provocò più di 100 morti; nel 1968 venne spostata di due giorni dall’8 al 10 aprile per l’assassinio di Martin Luther King; nel 1981 fu rinviata di un giorno dopo l’attentato (fallito) all’allora presidente ed ex attore Ronald Reagan.

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