Porno, super porno, pornissimo.

Non vi ha un po’ stufato ma soprattutto non trovate che la parola abbia perduto la sua essenza? Dal cibo alle dentiere passando per le auto: oggi il porno impera. Quando ero giovane la parola stimolava i sensi solo a sentirla nominare. Sapeva di proibito, di curioso, a volte comico, in parte istruttivo. Si guardavano i film in Vhs noleggiati al self service o comprati al sex shop a 100 km da casa. In coppia era una gioia soprattutto quando ci si eccitava insieme e ci si apriva alle fantasie reciproche.

E che dire delle serate in compagnia di amiche e amici. “Dai che ci facciamo due ghignate”. Quindi film con trame e intrighi ruspanti ed anche affascinanti: conventi, fienili, pic nic, stalle e stallieri. E giù di commenti e risate. Al termine no gang-bang, sottolineo per i più maliziosi.

Noi l’educazione sessuale la facevamo a scuola o leggendo libri di letteratura: si dava senso il giusto significato a “pornografia” che la Treccani definisce “Trattazione o rappresentazione (attraverso scritti, disegni, fotografie, film, spettacoli, ecc.) di soggetti o immagini ritenuti osceni, fatta con lo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore”.

Oggi cosa è osceno? Attenzione a dire la tua perché non sei trendy se circoscrivi questo aggettivo, visto che tutto è liquido e quello che per me lo è, per altri è grazia. Invece diamo alle parole il vero significato e soprattutto educhiamo gli adolescenti e le giovani generazioni ad conoscere la bellezza della sessualità con un approccio diverso.

Anche Instagram sta diventando il mare magnum di tutorial su come squirtare, fare fellatio che là sarebbe pompino (mi scuso ma insegnare a usare una terminologia meno volgare sarebbe utile), come praticare il pegging o semplicemente accarezzare il pene.

Lezioncine spesso trash e d’effetto che sicuramente i fanciulli e le fanciulle si scorderanno quando saranno presi dall’eccitazione. Sì perché quando sei lì, certo non pensi al teorema di Figometro su come inserire due o tre dita senza unghie limate. O alla tecnica Leccababau per arrotolare la lingua con succhiamento a destra dello scroto.

Dare corrette informazioni sessuali è doveroso anche se in Italia, secondo un sondaggio di Skuola.net non ci sono linee guida precise per quanto riguarda l’educazione sessuale. Alla domanda “La tua scuola ha mai organizzato corsi di educazione sessuale o sentimentale a scuola?”, solo il 29% ha dato una risposta affermativa, mentre la stragrande maggioranza, il 61%, ha dichiarato di non aver mai assistito a corsi di questo tipo.

Nel mezzo piccole percentuali: il 3% studia in scuole che hanno organizzato lezioni di educazione sentimentale, 7% di educazione sessuale. Dati questi che spiegano bene le gravi lacune che gli studenti italiani hanno nei confronti dell’educazione sessuale, le loro conoscenze sul tema si limitano spesso a chiacchiere tra coetanei imbevute di credenze e nulla più. Tante ad esempio le ragazze convinte che è impossibile rimanere incinta dopo il primo rapporto sessuale o ragazzi certi di accorgersi se il preservativo si rompe durante l’atto.

Lo stesso Rocco Siffredi, in un lungo e didattico video su Igtv ammonisce i nativi digitali su quello che non è la sessualità nella vita reale. I porno sono film ovvero finzione ed il sesso non è sempre e solo rough sex. Basta la frase per capire che nella realtà le ragazze hanno vulve deliziosamente imperfette e gli uomini non sono sempre dei mandrilli super dotati. Ma credo sia battaglia persa, ahimè. Ai miei tempi, non c’erano istruzioni per l’uso. Si sperimentava, si scopriva, ogni tanto guardando anche qualche film hardcore da cui prendere spunto.

Si è fatto tardi e vado a farmi un porno gelato. Anzi, vado a gustarmi un voluttuoso cono allo zabaione montato e amarene. Il senso della frase è lo stesso ma decidete voi cosa sia più eccitante.

Potete seguirmi su Instagram e sul sito www.sensualcoach.it

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