I compositori Ennio Morricone e John Williams hanno ricevuto venerdì in forma condivisa il Premio Principessa delle Asturie 2020 per le arti, conteso tra 42 candidature provenienti da ventuno paesi del mondo. La giuria ha voluto riconoscere “il valore fondamentale della creazione musicale per il cinema”, premiando Morricone e Williams, “due dei compositori più osannati al mondo” che “hanno impreziosito con il loro talento centinaia di film”.

John Williams è la persona vivente con più nomination all’Oscar (51 candidature), di cui cinque vinti. Il lavoro di Williams, continuatore della tradizione statunitense contemporanea, è divenuto popolare grazie ai film di Steven Spielberg (Lo Squalo), George Lucas (Star Wars) e Oliver Stone (Jfk). Morricone, dal canto suo, ha rivoluzionato le colonne sonore negli anni Sessanta grazie alle sue partiture per gli spaghetti western di Sergio Leone, toccando sia il cinema europeo sia le superproduzioni hollywoodiane. Grazie a film come C’era una volta in America, Il buono, il brutto, il cattivo e Nuovo cinema paradiso il musicista è riuscito a diventare un’icona internazionale.

“Mentre Morricone ha costruito il suo successo musicando il Far West americano dall’Europa, Williams ha trasmesso lo spirito della tradizione sinfonica viennese ai grandi successi di Hollywood” sottolinea la dichiarazione ufficiale del premio ai due compositori, la cui “estesa e variegata opera” ha in comune una “incantevole capacità di attraversare generi e confini”. Tra i lavori dei due “si trovano alcune delle composizioni più significative della settima arte, che formano già parte dell’immaginario collettivo”.

Il premio Principessa delle Asturie è un’onorificenza di altissimo grado per la società spagnola. Questa edizione, la numero 40, è stata inaugurata tre giorni fa con la consegna del primo riconoscimento, quello per la Concordia, agli operatori sanitari spagnoli per il loro sacrificio nella lotta alla diffusione del Coronavirus. Non sono mancate le polemiche: su Twitter è nata una campagna critica nei confronti della monarchia, con messaggi che denunciavano i problemi della sanità pubblica e del personale in corsia.

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