Ha venduto 70 milioni di dischi, ha composto più di 500 melodie, molte delle quali indimenticabili, per il cinema e anche per la televisione. Perché forse non tutti sanno che Ennio Morricone, plurinominato al premio Oscar conquistato alla carriera nel 2007 per mano di Clint Eastowood e per la colonna sonora di The Hateful Eight nel 2016, con il suo sconfinato talento è stato anche arrangiatore di musica pop italiana degli anni ’60.

Il vero amore dell’artista romano, nato il 10 novembre 1928, è sempre stato la musica sinfonica. Figlio di trombettista e diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma nella stessa materia e in direzione d’orchestra,  è da tempo considerato uno dei più grandi musicisti viventi con la stella sulla Walk of Fame di Los Angeles. Tantissimi e di lunga elencazione i premi vinti, ma tra i riconoscimenti più insoliti c’è anche l’intestazione di un asteroide.

Molti i fan d’eccellezza e gli artisti che dicono che di ispirarsi a lui come il chitarrista degli U2 The Edge che dichiara da sempre di considerarlo il suo musicista di riferimento, gruppi come i Metallica o i Ramones aprono i propri concerti con un omaggio a lui, il regista Quentin Tarantino ha utilizzato le sue melodie ben due volte (Kill Bill e Bastardi senza gloria) rendendogli pubblico omaggio fino convincerlo a firmare una colonna sonora originale per The Hateful 8 con cui il musicista ha vinto la sua prima statuetta dell’Academy dopo ben cinque nomination. Morricone ha legato il suo nome a quello di un altro italiano illustre nell’arte del cinema: Sergio Leone. E infatti tra pochi giorni sarà a Parigi per una serata speciale nel quadro della grande retrospettiva sul maestro organizzata dalla Cinémathèque Francaise.

L’amicizia tra i due non verrà mai meno e scandirà una carriera di successi fino all’ultimo capolavoro di Leone C’era una volta in America. Nel carnet del musicista ci sono le collaborazioni con Olivero Stone, John Carpenter, Brian De Palma, Roland Joffé, ma anche Elio Petri, Gillo Pontecorvo, Giuseppe Tornatore e tanti altri. “Ogni volta – ha detto il maestro in diverse interviste – cerco di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica”.

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