Per gli italiani la quarantena si allunga di almeno altri 14 giorni, quindi fino al 3 maggio. E’ questo l’orientamento del governo, come anticipato da il Fatto Quotidiano in edicola, che va verso un prolungamento di due settimane per le attuali misure restrittive e di isolamento previste dal dpcm in scadenza il 13 aprile. Secondo l’agenzia Ansa, che cita fonti qualificate, allo studio ci sarebbe anche l’eventualità che dopo Pasqua possano riaprire alcune piccole attività legate alla filiera agroalimentare e sanitaria, previo il rispetto delle misure di distanziamento. Ancora chiusura totale, quindi, ma con piccole deroghe. Quali? Al momento non è dato saperlo, ma il premier Conte, durante la conference call con i governatori e i rappresentanti di Comuni e Province, ha anticipato ai suoi interlocutori che “per il ripristino delle attività produttive ci avvarremo anche di un pool di esperti che faranno parte di un gruppo di lavoro che dialogherà con il Comitato tecnicoscientifico“.

Intanto il Viminale ha emanato una direttiva destinata ai prefetti affinché rafforzino i controlli per Pasqua. I dati sull’epidemia, si legge, mostrano “i primi segnali di efficacia delle misure di contenimento”. È quindi importante che queste misure, si segnala, “siano pienamente operative in vista delle imminenti ricorrenze pasquali, tradizionalmente caratterizzate da un incremento dei flussi di traffico, in particolare sulle autostrade e sulle principali arterie di collegamento extraurbane del nostro Paese”.

Il ministro Boccia risponde a Confindustria: “Prima la salute” – Una decisione, ancora non ufficiale, che sembra non andare nella direzione auspicata da Confindustria, in particolar modo dalle associazione degli industriali del Nord, che negli ultimi giorni avevano spinto per un allargamento delle maglie del contenimento, almeno per le aziende. In tal senso le parole del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia sono inequivocabili: “Il governo ha le idee chiare, dobbiamo mettere in sicurezza la salute dei cittadini, perché con la salute a rischio non c’è economia, non c’è sviluppo”, ha detto. “Le esigenze di Confindustria e Assolombarda sono di tutto il Paese, avere un quadro chiaro sulle modalità con cui si ripartirà. Oggi oltre il 33% delle attività economiche sono in funzione, dall’agroalimentare alla logistica” ha aggiunto il ministro da Milano, dove ha sottolineato che “Confindustria darà il suo contributo alla cabina di regia con Anci e parti sociali, ma la ripartenza non può non tenere in conto della necessità di mettere in sicurezza la salute degli italiani”.

L’orientamento del governo e le parole del ministro Boccia tra l’altro confermano quanto annunciato dal premier Giuseppe Conte in mattinata in un’intervista alla Bbc: “Dobbiamo individuare alcuni settori che possono ricominciare la loro attività. Se gli scienziati danno il loro assenso, potremmo cominciare ad allentare alcune misure già alla fine di questo mese”.

La direttiva del Viminale per aumentare i controlli – La direttiva ai prefetti affinché rafforzino i controlli per Pasqua è stata firmata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “E’ del tutto evidente – si legge nella circolare – che, nell’attuale contesto emergenziale, in applicazione delle specifiche disposizioni restrittive della libertà di circolazione, tuttora in corso di validità, non sarà possibile per la popolazione effettuare i consueti trasferimenti verso località a richiamo turistico”. Al riguardo, “al fine di confermare l’incisività delle misure di contenimento”, si invitano i prefetti a “dedicare la massima attenzione nella predisposizione di mirati piani di rafforzamento della vigilanza e del controllo sui movimenti che possono avere luogo in questo periodo, in modo da garantire un presidio del territorio diffuso e percepibile dalla cittadinanza”. In particolare, il Viminale sollecita la promozione di “ogni utile iniziativa per assicurare l’osservanza delle previste limitazioni riguardanti gli spostamenti all’interno dello stesso comune e tra località diverse, compreso il divieto di recarsi presso abitazioni differenti da quella principale, tra cui le seconde case utilizzate per le vacanze”.

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