“Il mestiere dell’archeologo” è il titolo della decima Loft Masterclass, il format ideato da Matteo Forzano con la collaborazione di Matteo Billi e pubblicato in esclusiva su sito e app di Loft, dopo “Professione pilota” in cui Silvia D’Onghia ha intervistato Gianluca Fisichella, “Parola al vino” di Nicola Prudente, in arte Tinto, “Arte e democrazia” di Tomaso Montanari, “Il mestiere dell’attrice” di Donatella Finocchiaro, “Il giornalismo investigativo” di Marco Lillo, “Fotografare l’invisibile” di Valerio Bispuri, “Moriremo teledipendenti?” di Nanni Delbecchi e “Viva la radio” di Giorgio Simonelli. e “L’arcitaliano” di Pietrangelo Buttafuoco. Protagonista è Aldredo Moraci, professore di Etruscologia all’Università di Tor Vergata a Roma: “La mia passione per l’archeologia nasce, come molti altri ragazzi nati a metà degli anni 80, con il film ‘Indiana Jones’ anche se la realtà dell’archeologo non è fatta di fruste e trappole, ma di studi di etruscologia, antichità classiche e storia“. La visione cinematografica è quindi molto distante dalla verità: “Noi non prediligiamo il tesoro, ma il contesto: siamo degli operai muniti di caschetto e scarpe infortunistiche, ma con la laurea”, scherza Moraci. Ogni archeologo ha un suo ambito di interesse: Moraci è un classicista specializzato nelle nuove tecnologie applicate all’archeologia, i droni, i laser scanner, il georadar. “Il nostro è un lavoro da detective: cerchiamo di ricostruire il passato partendo dalle testimonianze materiali: gli oggetti, i manufatti, tutto ciò che è stato prodotto dall’uomo”, spiega il professore.

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