È in grado di rilevare il Coronavirus in circa 5 minuti e di dare un risultato negativo, in caso di assenza di contagio, in 13 minuti. Si tratta di un nuovo test molecolare messo a punto dall’azienda farmaceutica statunitense Abbott Laboratories, per il quale la statunitense Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato con una procedura ad hoc l’uso d’emergenza. La prossima settimana i nuovi kit diagnostici dovrebbero essere disponibili, al momento solo per gli Stati Uniti, con la possibilità di distribuirne 50mila al giorno. “Speriamo di poterlo utilizzare, sarebbe fondamentale averlo a disposizione nel momento in cui riprenderemo le attività, insieme ovviamente a mascherine e ad altri dispositivi di protezione” commenta a ilfattoquotidiano.it Roberto Burioni, professore di Microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, che già intervistato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, aveva sottolineato l’importanza dei test rapiti sui tamponi. Così come in queste ultime ore ha fatto il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli.

IL NUOVO TEST – Per Burioni se il test molecolare portatile ID NOW COVID-19 di Abbott Laboratories fosse validato, consentirebbe “ai pazienti oggi in isolamento con i sintomi di fare i test a bordo di ambulanze sotto casa, date le sue ridotte dimensioni”. Ma sarebbe utile anche per avere i risultati direttamente nei Pronto Soccorso, senza dover portare i campioni nei laboratori convenzionati. Il test utilizza una tecnologia già esistente, la Id Now, impiegata dal 2014 per influenza e altre infezioni virali delle vie respiratorie e adattata questa volta per il Coronavirus. Lo strumento diagnostico ha le dimensioni di un tostapane. I campioni biologici si prelevano attraverso il tampone, dal naso e dalla faringe e vengono miscelati con reagenti chimici. La riduzione del tempo per la diagnosi è dovuta al fatto che, all’interno dell’apparecchio, si individua una piccola sezione dell’RNA del virus SARS-CoV-2 che viene amplificata rendendo più veloce l’individuazione del materiale genetico. Un problema potrebbe essere rappresentato dalla carenza di dispositivi necessari per raccogliere i campioni dei pazienti, come maschere e tamponi. Per la Food and Drug Administration “è ragionevole ritenere che il prodotto possa essere efficace nella diagnosi del Covid-19”, mentre “i benefici noti e potenziali” del test superano gli eventuali rischi.

L’APPELLO – “Rivolgo un appello al governo affinché prenda seriamente in considerazione l’ipotesi di chiedere agli Stati Uniti di aprire al mercato europeo, magari a prezzi calmierati, i test diagnostici rapidi del Covid-19, oggi disponibili solo in territorio americano” è l’appello lanciato in queste ore dal senatore Saverio De Bonis, che ricorda come, per recuperare il ritardo nella mappatura del contagio, l’autorità statunitense in queste settimane abbia approvato i test diagnostici rapidi anche di altre aziende, che tuttavia richiedono laboratori e tavoli di lavoro. La Abbott, che peraltro ha una sua filiale in Italia, produrrà cinque milioni di test al mese, ma solo per gli americani.

GLI ALTRI TEST AUTORIZZATI – La scorsa settimana la FDA aveva già autorizzato altri test messi a punto da Mesa Biotech e Cepheid. Quest’ultimo fornisce risultati in circa 45 minuti. La maggior parte dei test messi a punto finora, impiega da poche ore a giorni per ricevere risultati. E poi c’è il Simplexa Covid-19 Direct Kit prodotto dalla Diasorin Molecular LLC, divisione della Diasorin, multinazionale italiana del farmaco con sede a Saluggia (Vercelli), sperimentato nell’istituto Spallanzani di Roma e nel Policlinico San Matteo di Pavia, anche quello approvato da autorità americane ed europee. Il test fornisce la diagnosi in un’ora. Da aprile dovrebbero arrivare in Italia 100mila kit. Anche la multinazionale tedesca Bosch ha realizzato un test di diagnostica molecolare, che viene eseguito dal dispositivo di analisi Vivalytic di Bosch Healthcare Solutions. Il test permette di rilevare un’infezione da Coronavirus in meno di due ore e mezza. Sarà disponibile in Germania a partire da aprile, per poi approdare negli altri mercati (non solo europei).

I TEST RAPIDI SUI PRELIEVI – In questi giorni si è molto discusso anche dell’utilizzo di test rapidi sugli anticorpi eseguiti attraverso il prelievo di sangue. Lo stesso Burioni ha affermato che saranno importanti dopo l’emergenza, per capire quanti si sono davvero ammalati e quanti sono diventati immuni. “Ad oggi ci sono decine di aziende in Italia e in tutto il mondo che stanno o hanno già messo a punto dei test simili utilizzando metodologie e tecniche diverse” spiega a ilfattoquotidiano.it il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano. Che sottolinea: “Giacché la produzione di questi strumenti, per chi opera in questo campo, non è difficile, sono tante le aziende che si stanno cimentando e credo siano una cinquantina quelli messi a punto, ma direi che finora nessuno ha ancora trovato la ricetta giusta”. In queste ore il funzionamento di alcuni test è già al vaglio dell’Istituto superiore di sanità.

Se il tampone, attraverso un’analisi di biologia molecolare, riesce a individuare la presenza nel nostro organismo del genoma del virus, che rimane anche dopo la guarigione clinica, “i test rapidi sugli anticorpi si effettuano con un prelievo di sangue – spiega Pregliasco – e possono essere utili a scopo epidemiologico soprattutto un volta finita l’emergenza”. Questi test, infatti, misurano la reazione dell’organismo e la produzione di anticorpi specifici contro il virus. Ci sono due tipi di anticorpi specifici: IgM e IgG. “Il valore dei primi – sottolinea il virologo – si alza nella fase iniziale della malattia e pare che diventi positivo dopo circa 5 giorni dal contagio, per poi calare. Restano, invece, gli anticorpi IgG, quelli della memoria, che diventano positivi dopo 14 giorni dal contagio. Il problema dei test sugli anticorpi è che ancora devono essere validati”. Quanto ci vorrà? “Credo circa un mese”. Come conferma Burioni, ad oggi “non esistono test rapidi per anticorpi di dimostrata utilità per la diagnosi dell’infezione acuta di Covid19”.

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