Stiamo facendo la storia: siamo immersi in un fenomeno di carattere mondiale, una pandemia che ci rende tutti uguali, tutti distanti, tutti uniti dall’unico obiettivo di proteggerci. Infatti, il Coronavirus (Covid-19) ha momentaneamente cambiato la nostra vita quotidiana, ha reso diversa la nostra routine e ci ha costretti a dei piccoli, grandi sacrifici, per salvaguardare il bene collettivo e non causare il collasso del sistema socio-sanitario.

Come psicologi e sessuologi, non possiamo non interrogarci su cosa stia accadendo e su cosa sia possibile fare in questa situazione drammaticamente complessa. L’incertezza sulla durata della quarantena, sul proprio lavoro, la difficoltà a portare a termine compiti quotidiani, la solitudine, la lontananza da chi si ama, il sentirsi in gabbia, la noia, l’essere bombardati da notizie angoscianti, il lavorare in prima linea in ambito sanitario sono fattori di rischio importanti per la salute mentale collettiva.

Ognuno ha la sua storia e il suo vissuto, ma questo momento coinvolge tutti e l’attenzione va alle nostre paure, alla loro esplorazione e al tentativo di ridurre il panico. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha proposto delle indicazioni anti-panico ricordando che una corretta considerazione del pericolo aumenta la nostra capacità di resilienza, ossia la forza di resistere a questa situazione tanto dolorosa.

Il distanziamento sociale rallenta la diffusione del virus, ma ci obbliga anche a reprimere o modificare il nostro bisogno di vicinanza e relazione, ci porta a riconcettualizzare anche la nostra vita sessuale. Il Coronavirus è un virus respiratorio ed il suo contagio avviene principalmente attraverso la saliva, attualmente non ci sono evidenze che abbia una diffusione tramite altri fluidi corporei, se non attraverso le feci. Al momento dunque, non sembra che il virus abbia un impatto sulla fertilità, mentre non vi è dubbio che la trasmissione possa avvenire tramite il bacio e la prossimità corporea e probabilmente anche tramite l’anilingus.

Quindi, come è possibile vivere la sessualità in questa quarantena? Il dipartimento di sanità di New York offre delle linee guida in merito: è possibile avere rapporti sessuali fra partner conviventi, purché non siano a rischio di contagio o non abbiano una sintomatologia positiva (ad esempio, sono in home working da almeno 15 giorni), mentre è opportuno sospendere l’attività sessuale per le coppie non conviventi.

Il NYC Health Department ricorda che noi stessi siamo i partner più sicuri: la masturbazione non diffonde il Covid-19, in particolar modo se si utilizza una corretta igiene, lavando le mani ed eventuali sex toys, almeno 20 secondi, prima e dopo la pratica autoerotica. Le leggi vigenti rispetto alla distanza sociale impediscono infatti di uscire per incontrare un partner sessuale, dunque è fondamentale rispettare questa norma di comportamento per limitare i contagi.

Il motto #iorestoacasa, cui consegue la riduzione del contatto personale, non deve far cessare anche il contatto virtuale: incontrare il proprio partner online, utilizzare sex toys ideati per le relazioni a distanza, praticare sexting o avere incontri in chat room online possono tenere viva la tensione erotica della coppie che non possono incontrarsi. In questo caso, non bisogna perdere di vista la propria privacy ed è necessario prendere le precauzioni necessarie per mantenere una condotta sana e sicura, che non esponga l’individuo a fenomeni come il revenge porn.

Cercare uno spazio di intimità personale, cercare di ritagliarsi dei momenti di tranquillità e solitudine è fondamentale per vivere la quarantena senza sentirsi in gabbia nella “convivenza forzata”, ma sperimentando una dimensione di serenità e connessione con la propria interiorità.

Se l’autostimolazione e l’utilizzo di piattaforme di incontro virtuale per la sessualità possono avere un effetto ansiolitico, va fatta attenzione alle dimensioni di dipendenza e compulsività, favorite dalla ricerca di stimolazione, dalla noia o dall’impazienza che questo periodo può generare.

La letteratura scientifica evidenzia come questi fenomeni si sviluppino in particolare in persone che hanno una specifica predisposizione di personalità, dunque si consiglia a chi ha avuto pregressi episodi di dipendenza, di prestare attenzione alla propria condotta e di richiedere supporto specialistico se necessario.

La percezione di benessere e la ricerca di equilibrio devono essere, in ogni caso, il parametro chiave nella propria sessualità e nel rapporto intimo con l’altro. Ascoltiamo le nostre emozioni, ma non facciamo in modo che esse prendano il sopravvento: il tempo che la quarantena ci offre è un tempo di ascolto dei nostri vissuti, dei nostri desideri e delle nostre fantasie, che possono aprirci a nuove potenzialità nell’intimità e nell’intesa erotica con il partner, ma anche rispetto alla conoscenza del nostro corpo nella sua bellezza e complessità.

Non abbandoniamo l’intimità e la comunicazione, anche se assume forme diverse, a volte più forzate, a volte più virtuali. Esse sono la chiave per la crescita nelle relazioni e nella vita di coppia.

Con la SIA (Società Italiana di Andrologia) abbiamo avviato una ricerca sul benessere fisico, psicologico e sessuale degli italiani in quarantena: vi invito a partecipare attraverso questo link.

Ognuno sta facendo la propria parte e, come suggeriscono dati scientifici internazionali (vedi Brooks, et. Al, 2020), per avere un buon equilibrio psicologico durante la quarantena, l’altruismo è meglio della compulsione: anche attori, musicisti, cantanti, personaggi più o meno famosi stanno cercando di dare il proprio contributo per alimentare un sentimento di coesione ed unità nel rispetto delle pratiche per il contenimento del contagio.

Anche la rivista Science propone la gentilezza e la solidarietà come mezzi per mantenere alto lo spirito e far fronte in modo equilibrato e positivo a questa situazione emergenziale: lo psicologo Robin Dunbar, dell’Università di Oxford, ammira le iniziative dell’Italia, come quella del flashmob musicale a distanza. Non ultimo, anche Rocco Siffredi sta proponendo nuovi modi per esplorare e vivere la sessualità durante la quarantena ed ha coniato il termine di coronasutra, per indicare modalità di rapporti sessuali che non prevedono il coito ma solo i preliminari che possono essere altrettanto appaganti.

Ricordiamoci che non siamo soli e che #andràtuttobene, ma se questa speranza non dovesse bastare, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi propone una piattaforma per consulenze psicologiche online.

Con la collaborazione della dott.ssa Francesca Vannucchi

Memoriale Coronavirus

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