Sono entrati questa mattina i primi pazienti nel nuovo reparto di terapia intensiva costruito in tempi record dall’ospedale San Raffaele di Milano grazie alle donazioni raccolte con la campagna lanciata da Chiara Ferragni e Fedez. Ad essere ricoverati, sono stati tre malati ricoverati in postazioni di terapia intensiva allestite nel pronto soccorso dell’ospedale. Questi primi tre ingressi serviranno quindi ad alleggerire un pò il carico dell’ospedale. Complessivamente il nuovo reparto, una tensostruttura, è dotato di 14 posti letto di terapia intensiva ed è stato costruito da zero in 10 giorni in quello che prima era uno spazio dedicato al centro sportivo dell’ospedale. E nel frattempo da qualche giorno è iniziata la costruzione di un’altra tensostruttura, adiacente a questa, per ulteriori nuovi posti di terapia intensiva.

Questo “ci consente di offrire a un numero significativo di nostri concittadini una speranza in più”, ha detto l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, questa mattina durante una visita alla struttura. Il sistema sanitario lombardo è “un unico grande sistema formato da ospedali pubblici e privati accreditati“, e la sanità privata accreditata è una “straordinaria risorsa, che in questi mesi ha fatto moltissimo e oggi lo dimostra. il sistema lombardo è grande squadra che si unisce in questa emergenza – ha aggiunto -. Ogni giorno riusciamo a fare un passo in più, siamo arrivati a circa 1260 posti in terapia intensiva. Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti importante. Il San Raffaele ha realizzato una nuova terapia intensiva in tempi record, è un messaggio importante, per noi è una risposta vitale. Quindi resistiamo”, ha concluso.

A dare l’annuncio dell’operatività di questa nuova terapia intensiva pubblicando le immagini dei nuovi spazi sono stati anche Chiara Ferragni e Fedez, gli ideatori della campagna di raccolta fondi alla quale hanno partecipato 200mila donatori con oltre 4 milioni di euro. “Oggi entra in funzione il nuovo reparto di terapia intensiva costruito da zero grazie alla raccolta fondi che abbiamo lanciato appena due settimane fa – hanno scritto su Instagram -. Costruito in soli 8 giorni grazie ad una squadra di operai che ha lavorato incessantemente giorno e notte. Grazie a tutti voi“.

Non solo, Fedez ha anche spiegato come fare a donare in modo sicuro: “Insieme alla piattaforma di donazione e ad alcuni volontari stiamo lavorando per fare un’opera di censimento di tutte le campagne di raccolta fondi per non incappare magari in truffe e per cercare di validarle tutte e offrire anche uno spazio che sia un vetrina per gli ospedali di tutta Italia. C’è questo sito italianonprofit.it/donazioni-coronavirus dove si può trovare un censimento di tutte le raccolte fondi per tutti gli ospedali italiani. Poi un consiglio: per tutti i cittadini che volessero organizzare una raccolta fondi, mi raccomando di farle validare dall’ospedale”.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, sacerdote fa la messa in streaming ma attiva per sbaglio i filtri: il risultato

next
Articolo Successivo

Coronavirus, Barbara Palombelli dopo le polemiche per la sua frase sulle vittime di Bergamo: “Pronta a querelare chi mi ha diffamato”

next