Un faccia a faccia, in videoconferenza, durato tutta la notte. Dopo un lungo confronto è stata raggiunta l’intesa tra sindacati, imprese e governo per mettere in campo il “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. L’esecutivo ha assicurato ammortizzatori sociali per tutti e le fabbriche, che resteranno aperte, potranno utilizzare un periodo di sospensione della produzione e delle attività, nell’attesa di attuare le nuove misure. Al tavolo erano presenti le principali sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, ma anche Confindustria e Confapi.

“È stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”, scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro”, spiegano i sindacati in un comunicato congiunto per spiegare le nuove misure che saranno rese note nel dettaglio alle 12 in una conferenza stampa via Facebook di Maurizio Landini.

Tredici i punti del protocollo, due in più rispetto a quelli già impostati nella giornata di ieri. Si va dalla gestione delle mense, agli ingressi in azienda, fino all’utilizzo dei dispositivi di sicurezza e alla possibilità di rimodulare le attività. Ecco i singoli punti: informazioni; modalità di ingresso in azienda; modalità di accesso dei fornitori esterni; pulizia e sanificazione in azienda; precauzioni igieniche personali; dispositivi di protezione individuale; gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e snack); organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work); gestione degli orari di lavoro; rimodulazione dei livelli produttivi; gestione entrata e uscita dei dipendenti; spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione; gestione di una persona sintomatica in azienda; sorveglianza sanitaria, medico competente, Rls; aggiornamento del protocollo di regolamentazione.

Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. “Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta. Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese” continuano i sindacati. Il risultato “è molto importante”, spiegano ancora, “la salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva”. Il protocollo, sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, è “molto chiaro e dettagliato” e consentirà, appunto, un “periodo di sospensione della produzione delle attività” per adeguarsi. “È stata una lunga notte di discussione, ma alla fine è prevalso un senso di comune responsabilità”, conclude la segretaria.

L’accordo che sembrava in discesa dopo il confronto di venerdì mattina, si è poi rivelato in salita, tanto da far stoppare in piena notte l’incontro, ripreso poi dopo un paio d’ore. Difficile trovare in poco tempo un’intesa che raccogliesse le esigenze di imprese e sindacati in maniera unitaria. A mettere in stand by il tavolo, secondo fonti presenti all’incontro, la difficoltà delle imprese ad accettare che le indicazioni alle aziende potessero assumere carattere vincolante preferendo, a un protocollo stringente, una specie di codice di autoregolamentazione. La premessa del premier Giuseppe Conte, comunque, era chiara: garantire “condizioni di lavoro di massima sicurezza”, insieme all’impegno nel reperire “mascherine e guanti” per tutti i lavoratori.

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