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Ultimo aggiornamento: 18:45 del 6 Marzo 2020

Coronavirus, De Luca: “Ho sentito Fontana al telefono. Mi ha detto che aveva 36 di febbre e gli ho consigliato ovetto e zabaione la mattina”

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Coronavirus? In questa tragedia nazionale dobbiamo dimostrare tutti insieme efficienza e rigore estremo, ma anche un po’ di leggerezza, perché l’Italia non può entrare in un clima di angoscia, altrimenti non si vive più“. E’ l’appello del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel suo consueto appuntamento settimanale su Lira Tv, a proposito dell’emergenza coronavirus.
E aggiunge: “Almeno noi meridionali non dobbiamo perdere un po’ di ironia e di leggerezza. I problemi, anche quelli gravi, si affrontano meglio senza un clima di angoscia. Del resto, questa è una caratteristica nostra e tipicamente meridionale. Quindi, manteniamo la nostra ironia, la nostra generosità, la nostra solidarietà“.

Il politico dem ironizza sull’allarme concentrato in particolare sugli anziani, anche in virtù dei suoi 70 anni: “Si fa appello a stare a casa a chi ha più di 65 anni. Però qualche volta mi sono arrivati messaggi e inviti un po’ sgradevoli. Un conto è raccomandare prudenza alle persone sopra i 60 anni, un altro conto è rivolgere un appello quasi a togliere il disturbo, come a dire: ‘Anziani, decidetevi a lasciare questa valle di lacrime’. Se arriverà questa richiesta dal governo, io chiederò una deroga a lasciare questa valle di lacrime. Insomma, vorremmo anche proseguire nella sofferenza, e dai“.

De Luca parla scherzosamente anche del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: “E’ un amico, verso il quale nutro un grande affetto. Mi ha telefonato per ringraziarmi per i venti posti letto di terapia intensiva che abbiamo messo a disposizione per la Lombardia in caso di necessità assoluta. Ho sentito Fontana molto stanco, si capisce che è veramente stressato. In Lombardia c’è veramente una tragedia. Io gli ho ribadito che la Campania ci sarà sempre. E ho aggiunto: “Oh, però vedi di curarti”. L’ho sfottuto un poco perché ha detto che aveva 36 di febbre. Così gli ho detto: “Allora hai bisogno dell’ovetto e dello zabaione la mattina” – conclude – Ma poi Attilio può stare tranquillo, perché, anche se gli arriva il virus, questo come si nutre? A lui è rimasta solo la barba. Comunque, fra le cose belle di questa settimana c’è proprio questo rapporto di solidarietà e di collaborazione che abbiamo tra le diverse istituzioni”.

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