Dopo la Cina e l’Europa, anche gli Stati Uniti fanno fronte all’aumento di casi da coronavirus e alle misure per contenere i contagi. Ma per il presidente Donald Trump il tasso di mortalità del 3,4% di cui parla l’Organizzazione Mondiale della Sanità per il coronavirus è “falso”. “È una mia impressione basata sulle conversazioni che ho avuto con molta gente. Personalmente ritengono il numero sia molto al di sotto dell’un per cento”, ha detto a Fox news, osservando come molte delle persone che contrarranno il coronavirus “si riprenderanno rapidamente, senza neanche vedere il medico”. E ha aggiunto che “molte persone avranno il virus in forma lieve, guariranno in fretta senza vedere un dottore” e “molti continueranno ad andare al lavoro”. Da sottolineare che martedì il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva detto che “globalmente circa il 3,4% dei malati di Covid-19 sono morti”, sottolineando che la percentuale di mortalità è più alta di quella dell’influenza stagionale che è sotto l’un per cento.

Intanto San Francisco blocca in porto la nave da crociera Grand Princess con a bordo 2500 persone: 11 passeggeri e dieci membri dell’equipaggio hanno sviluppato sintomi e 62 persone sono sigillate nelle proprie stanze. Da quella nave era sceso un uomo di 71 anni morto dopo avere contratto il coronavirus. Si è trattato del primo decesso in California, che ha dichiarato lo stato d’emergenza: è il terzo a farlo in Usa dopo lo stato di Washington, il 29 febbraio, e la Florida il 2 marzo. Negli Usa salgono a 130 i casi accertati e i morti sono 11, di cui 9 nell’area di Seattle: nella città, che ha deciso di chiudere le scuole per due settimane, Amazon ha confermato che uno dei suoi dipendenti, in malattia dal 25 febbraio, è risultato positivo e Facebook ha dichiarato che uno dei suoi lavoratori è risultato positivo al test. Chiusi fino al 9 marzo gli uffici. La Camera ha approvato lo stanziamento di 8,3 miliardi di dollari di fondi per contrastare la diffusione del contagio, e ora attende il via libera del Senato.

Passando all’Europa, due studi indicano che il primo focolaio in Europa è quello isolato in gennaio in Germania, dove i casi accertati sono saliti a 400. Si tratta di ben 138 casi più di quelli registrati fino a ieri, quando erano 262.

Atene annuncia 21 nuovi casi di passeggeri che si trovavano tutti all’interno dello stesso bus proveniente da Israele. Dei 27 nuovi casi in Belgio, la maggior parte tornavano dall’Italia. L’ultimo, ancora da verificare, è stato annunciato in Germania – dove si contano già 350 casi, 109 in più in 24 ore -: si tratta di un cittadino tedesco, che dopo una vacanza nelle zone a rischio si è presentato in ospedale con i sintomi dell’infezione. Primo decesso in Svizzera: una donna di 74 anni è morta questa notte a Losanna, nel canton Vaud. Secondo le autorità, la vittima era una persona ad alto rischio: da tempo soffriva di una malattia cronica. Guariti due italiani ricoverati in Austria. Boom di contagi nei Paesi Bassi, dove l’Istituto nazionale per la sanità pubblica ha aggiornato il numero delle persone risultate positive con 44 nuovi casi, portando così il numero totale a 82, quasi il doppio. Di questi, 69 sarebbero stati infettati all’estero o a seguito di contatti con altre persone confermate positive al test. Fra i nuovi contagiati, due sono ricoverati in ospedale, gli altri sono in isolamento domestico. In Gran Bretagna i casi passano a 115, 25 in più del dato di ieri.

Nel resto del mondo, Betlemme chiude chiese e moschee per 14 giorni, vita l’ingresso alle comitive di turisti e ordina l’annullamento delle prenotazioni negli alberghi, mentre l’Australia ha disposto una serie di restrizioni per i cittadini in arrivo dall’Italia per limitare il contagio. L’Iran – uno dei Paesi più colpiti dall’epidemia con oltre duemila contagi e 107 vittime – ha deciso di chiudere tutte le scuole e le università per un mese, stessa decisione in India fino al 31 marzo.

L’Oms invita tutti i paesi e fare tamponi sui sintomatici ed evidenzia il calo dei contagi in Corea del Sud. “Ci sono attualmente 95.265 casi segnalati di Covid-19 a livello globale e 3.281 decessi. Nelle ultime 24 ore, la Cina ha riportato 143 casi. La maggior parte dei casi continua a essere segnalata dalla provincia di Hubei e 8 province non hanno segnalato casi negli ultimi 14 giorni. Al di fuori della Cina, 2.055 casi Covid-19 sono stati segnalati in 33 paesi. Circa l’80% di questi casi continua a provenire da soli tre paesi. Sebbene alcuni paesi stiano segnalando un gran numero di casi, 115 paesi non ne hanno segnalato nessuno e 21 paesi solo un caso. Cinque sono i Paesi con casi registrati in precedenza ma che non hanno segnalato nuovi casi negli ultimi 14 giorni”. Infine, “vediamo segnali incoraggianti da parte della Corea del Sud: il numero di casi segnalati sembra in calo e vengono identificati principalmente da cluster noti”.

Stati Uniti – La decisione della California arriva ventiquattr’ore dopo la città di Los Angeles, che già ieri aveva dichiarato lo stato d’emergenza: ora l’attenzione delle autorità è concentrata sulla nave da crociera al largo di San Francisco, dove 2500 persone attendono di sbarcare. Era stato sulla nave anche il 71enne morto per coronavirus in Usa che le autorità ipotizzano essere stato contagiato durante una crociera sulla tratta San Francisco-Messico tra l’11 e il 21 febbraio. Per questo, la nave Grand Princess – che dopo il viaggio in Messico è partita per le Hawaii – ora non potrà rientrare in porto. Undici passeggeri e dieci membri dell’equipaggio hanno sviluppato sintomi, come ha spiegato il governatore Gavin Newsom, e 62 persone sono sigillate nelle proprie stanze. Alcuni membri dell’equipaggio erano in servizio anche durante il viaggio precedente: la Guardia Costiera manderà sulla nave i kit di test domani via elicottero, e il team medico di bordo effettuerà i tamponi, che poi verranno spediti (sempre per via aerea) a un laboratorio di Richmond.

Germania – Con 181 casi resta il Nordreno-Vestfalia il Land più colpito; seguono il Baden-Wuerttemberg con 73, la Baviera con 70. Berlino ha 13 casi.

Francia – Il bollettino della Santé Publique rivela che il 52% dei contagiati ha tra i 18 e i 64 anni. Seguono i ragazzi sotto i 18 anni (21%) gli ultrasettantacinquenni, (16%) e infine le persone comprese tra i 65 ed i 74 anni. Per ora – fa sapere il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer – non è prevista la chiusura di scuole e università in nessun caso.

Regno Unito – Nuova accelerazione dei casi accertati, saliti oggi a 115 – ossia 25 in più del dato di ieri – secondo l’aggiornamento quotidiano del ministero della Sanità britannico. In totale i contagi censiti sono più che triplicati in due giorni, mentre il numero dei test eseguiti ha superato quota 18.000.

Austria – A Innsbruck i due italiani risultati una decina di giorni fa positivi sono guariti e dimessi dalla clinica universitaria. “Non rappresentano nessun pericolo per i concittadini”, ha ribadito alla radio Oe1 il primario del reparto di malattie infettive, Guenther Weiss. La giovane coppia vive in Austria. Si erano presentati in ospedale perché erano appena rientrati dalla Lombardia e lei aveva lievi sintomi influenzali. La coppia è poi risultata positiva al coronavirus. Temporaneamente è stato chiuso l’albergo, nel quale la 24enne lavora. Nei giorni seguenti anche l’uomo ha avuto qualche linea di febbre. Nel frattempo entrambi sono guariti e due test sono risultati negativi. Lo stesso esito anche per i test effettuati sui colleghi di lavoro. In tutto sono state dodici le persone in quarantena.

Svizzera – Primo decesso. Si tratta di una 74enne morta questa notte nel cantone Vaud. Secondo le autorità, la vittima era una persona ad alto rischio, in quanto soffriva di una malattia cronica. L’anziana, ricoverata da martedì, si trovava al Centro ospedaliero universitario di Losanna, indica una nota. Il responsabile sanitario della regione è stato avvisato questa mattina della morte della paziente.

Russia – Cancellata l’edizione 2020 del Forum Economico di San Pietroburgo (Spief). Un cittadino italiano è risultato positivo in Russia dove è stato ricoverato e si trova in condizioni soddisfacenti. Lo ha dichiarato il centro operativo per la lotta contro il virus: “Il cittadino italiano è arrivato in Russia il 29 febbraio e ha richiesto assistenza medica il 2 marzo dopo la comparsa dei sintomi di un’infezione respiratoria acuta. È stato ricoverato in isolamento in un ospedale”.

Australia – Nuova stretta sugli arrivi dall’Italia, nel tentativo di contenere i contagi da coronavirus: il primo ministro Scott Morrison ha annunciato “misure di screening avanzate“, il che significa che verranno poste più domande al momento del check-in e che all’arrivo in Australia sarà misurata la temperatura. Nel territorio australiano si sono registrati 52 casi di contagio da coronavirus, 2 decessi e 21 guarigioni. Per questo il comitato principale di protezione della salute ha raccomandato un rafforzamento delle misure, in vigore almeno fino al 14 marzo: prorogato per un’altra settimana il divieto all’ingresso dei cittadini stranieri che arrivano dalla Cina e dall’Iran, divieto esteso anche per chi arriva dalla Corea del Sud, il secondo Paese più colpito al mondo, con un tasso di contagi che cresce più velocemente di quello in Cina.

Corea del Sud438 nuovi casi , oltre 6mila i contagi totali. 35 i morti: la città di Daegu, la quarta città sudcoreana con i suoi 2,5 milioni di abitanti, si conferma principale focolaio, legato soprattutto alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa dove ci sono stati i primi contagi.

Medio Oriente – Le autorità di Betlemme hanno disposto la chiusura di tutte le moschee e le chiese per 14 giorni per contenere il contagio. E’ stato quindi chiesto di cancellare tutte le prenotazioni effettuate negli hotel della città, mentre le persone presenti nell’Angel Hotel verranno poste in quarantena. Il ministero ha quindi chiesto che venga rafforzato lo stato di emergenza a Betlemme, Gerico e nelle città e nei villaggi vicini. La Wafa spiega inoltre che sono state cancellate tutte le attività e gli eventi previsti a Betlemme, compresi quelli sportivi, e sono state chiuse tutte le scuole, le moschee e le chiese per 14 giorni. Il ministero del Turismo palestinese ha esteso a tutta la Cisgiordania il divieto di ingresso per le comitive di turisti stranieri a partire da domani per due settimane. Lo riporta l’agenzia Wafa dopo la scoperta di quattro casi sospetti di coronavirus nella zona di Betlemme. In un primo momento era stato vietato l’ingresso dei turisti alle zone di Betlemme e Gerico.

Sudafrica – Diagnosticato primo caso: si tratta di un paziente di 38 anni, rientrato dall’Italia, dove era stato con la moglie. I due facevano parte di una comitiva di dieci persone, rientrate il primo marzo. Due giorni più tardi l’uomo si è rivolto al medico lamentando febbre, mal di testa e tosse. L’uomo, che si è messo in auto-isolamento, ha due figli.

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