Avete probabilmente sentito dire che qualcuno ha misurato per la prima volta nella storia la temperatura di 20°C nella penisola antartica. La cosa ha generato un certo interesse, per me in particolare. L’Antartide è una fissa che ho da un pezzo: me l’hanno passata i colleghi che lavorano alla base italiana, laggiù.

Sappiamo bene che l’Antartide è un posto molto freddo, coperto quasi tutto di una calotta di ghiaccio spessa quasi 2 km in media. E’ l’unico continente dove gli esseri umani non hanno mai vissuto, eccetto in tempi moderni. Se i ghiacci antartici si fondessero, il livello del mare salirebbe di una sessantina di metri. Immaginatevi gli effetti per le nostre città costiere! Ma sarebbe possibile un’Antartide senza ghiaccio? Sì, perché nel passato lo era.

Per capire la storia dell’Antartide, dobbiamo parlare di tempi veramente remoti, decine di milioni di anni fa. Questo è un po’ difficile in un dibattito pubblico sul clima tutto basato su osservazioni a breve termine. Vi ricordate la famosa “pausa” nel riscaldamento globale? Anche se fosse esistita, non sarebbe durata più di una decina d’anni. E cosa sono 10 anni in confronto a milioni di anni? Proviamo invece a vedere le cose su tempi geologici.

Allora, torniamo indietro a una sessantina di milioni di anni fa. Troviamo la Terra che ancora risente della catastrofe che aveva spazzato via i dinosauri, un pianeta caldissimo con temperature medie anche di 12 gradi superiori alle attuali, con una concentrazione di CO2 quasi tre volte superiore all’attuale. Nelle zone tropicali il calore doveva essere al limite della capacità di sopravvivenza di piante e animali. In Antartide, il clima era primaverile: non c’era ghiaccio, ma foreste e ci vivevano varie specie di animali.

A partire da circa 50 milioni di anni fa, la temperatura della Terra ha cominciato a scendere insieme alla concentrazione di CO2, una tendenza probabilmente correlata al nuovo fiorire della biosfera dopo la catastrofe precedente. La glaciazione dell’Antartide è cominciata circa 35 milioni di anni fa. In tempi geologicamente recenti, negli ultimi 2-3 milioni di anni, la temperatura è scesa ulteriormente e la Terra ha visto un’alternanza di ere glaciali e interglaciali. L’ultima glaciazione è finita circa 12.000 anni fa, oggi siamo in un periodo interglaciale.

Su tempi geologici, la storia della Terra è tutta una confutazione della rozza critica alla scienza del clima che dice “il clima è sempre cambiato e allora perché preoccuparsi?”. E’ vero, ma il clima non cambia per caso, cambia per delle ragioni. Cosa ha causato il raffreddamento degli ultimi 50 milioni di anni? Una delle ragioni, anche se non la sola, è la riduzione della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera. Le misure sono difficili e non tutto è ancora chiaro, ma sta venendo fuori che durante questo lungo periodo di raffreddamento, una grande quantità di carbonio è stata rimossa dall’atmosfera per finire sepolta in forma di idrocarburi fossili, formando circa il 12% delle attuali riserve mondiali di petrolio.

Estraendo e bruciando questo petrolio, facciamo ritornare il CO2 nell’atmosfera, invertendo il ciclo del raffreddamento. E non è sorprendente che l’effetto sia quello opposto: riscaldamento globale. La calotta antartica è destinata a sparire se le concentrazioni di CO2 ritornano a essere quelle del remoto passato, quando la calotta non c’era, ovvero sopra le 600-800 parti per milione. Oggi, siamo a oltre 400 parti per milione, non così lontani da poter stare tranquilli.

Questo vuol dire che vedremo a breve scadenza l’Antartide senza ghiaccio? No, la massa della calotta glaciale è enorme e per fonderla tutta ci vorranno tempi lunghissimi. Semmai, la preoccupazione è che qualche gigantesco pezzo di ghiaccio si stacchi dai bordi del continente per poi andare a spasso nell’oceano, alterando il clima terrestre in modo imprevedibile. E ricordiamoci che non importa che il ghiaccio antartico si fonda tutto: bastano pochi metri di aumento del livello del mare per metterci nei guai.

Così, i 20 gradi misurati recentemente in Antartide sono un sintomo di un gigantesco cambiamento che si è messo in moto e che non sarà facile invertire. Forse è ancora possibile, ma i tempi si fanno sempre più stretti. Ci riusciremo? Chissà.

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