Da qualche anno le biblioteche italiane hanno compreso le grandi opportunità offerte dai libri digitali e, nelle ultime settimane, hanno elaborato una strategia per rispondere alle limitazioni poste in atto a causa del Covid19.

Seguendo le ordinanze della regione, le biblioteche sono state chiuse fino al primo marzo e una buona parte ci resterà fino all’8 marzo; altre hanno riaperto con servizi parziali.

Le biblioteche del circuito Bant-Biblioteche associate novarese e Ticino e quelle della rete Csbno hanno informato tutti gli utenti che il servizio di e-book e audiolibri in prestito non solo è sempre attivo ma, pensando alle persone che devono restare a casa, è stato potenziato. In particolare, sarà possibile prendere in prestito quattro libri anziché due. Purtroppo la durata del prestito non è stata modificata: dopo 14 giorni l’e-book si disabilita automaticamente. E se non si è completata la lettura? Si può richiedere nuovamente per 14 giorni, a patto che un altro utente non sia stato più veloce.

Inoltre, i bibliotecari del Bant hanno invitato lettori e utenti a proporre e condividere consigli di lettura sulla piattaforma Facebook, citando sempre #14libri.

Vale la pena ricordare che al Bant aderiscono le 11 biblioteche dei Comuni di Arona, Bellinzago Novarese, Cameri, Castelletto Ticino, Cerano, Galliate, Marano Ticino, Mezzomerico, Momo, Oleggio e Trecate. E che il Csbno – Culture Socialità Biblioteche Network Operativo (ex Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest) è un’azienda speciale consortile, compartecipata da 32 Comuni della Città Metropolitana di Milano e che comprende 60 biblioteche.

Anche l’Aie-Associazione Italiana Editori si è attivata, precisando che sono già pronte le piattaforme per la didattica a distanza. Secondo Giovanni Bonfanti, vicepresidente di Aie e presidente del gruppo Educativo, sono oltre due milioni gli oggetti didattici digitali subito attivabili perché presenti nei libri di testo già adottati nelle scuole. Ad oggi, infatti, la totalità dei libri adottati nelle scuole italiane ha una versione digitale con contenuti interattivi aggiuntivi, senza costi ulteriori per gli utenti. Aie ha anche precisato che tre docenti su quattro utilizzano strumenti digitali per la didattica almeno una volta alla settimana.

Insomma, questa emergenza sanitaria potrebbe diventare un’opportunità per fare un salto di qualità come sistema Paese, attivando percorsi virtuosi di innovazione per cui gli editori hanno creato i presupposti, fornendo le piattaforme tecnologiche necessarie. Io continuo a sostenere che molti editori non hanno ancora compreso e sfruttato appieno le possibilità offerte dal digitale, ad esempio riproporre classici fuori catalogo ma che sono ancora molto apprezzati e ricercati dai lettori.

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