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Politica

4 Febbraio 2020

Ultimo aggiornamento: 12:53 del 4 Febbraio 2020

Una via per Borrelli a Milano, sì da M5s, Pd e Lega: “Ha portato aria pulita”. Forza Italia riscrive la storia: “Condannati degli innocenti”

di Simone Bauducco
Simone Bauducco
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Francesco Saverio Borrelli

Milano

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Il Fatto Quotidiano

Intitolare una via di Milano a Francesco Saverio Borrelli? I consiglieri comunali sono divisi sull’ipotesi lanciata dal Fatto Quotidiano con una petizione che ha già raccolto 50mila firme. “Non sono d’accordo perché ritengo che i magistrati debbano fare il loro dovere, cioè esercitare la giustizia non fare rivoluzioni politiche”, dice Fabrizio De Pasquale, di Forza Italia, al Fattoquotidiano.it. Il collega azzurro Alessandro De Chirico va oltre, riscrivendo a modo suo anche la storia giudiziaria dei processi di Mani Pulite: “Sono state condannate delle persone innocenti”.

Di idea opposta Patrizia Bedori, del Movimento 5 stelle, che, una volta letta la petizione, ha “presentato una controproposta di dedicare una via a Borrelli” perché, spiega “vanno ricordati i fatti e il Pool di Mani Pulite è un fatto: ha debellato tangentopoli”. Concorde anche Alessandro Morelli, della Lega che però sottolinea che bisogna “guardare al futuro”. Anche il Partito democratico sostiene la proposta del Fatto quotidiano. “È una cosa naturale e positiva pensando al suo ruolo per questa città. Proprio quest’anno l’abbiamo riconosciuto con la medaglia d’oro alla memoria”, spiega Filippo Maria Barberis, capogruppo dem in consiglio. Francesco D’Alfonso, infine, della lista Beppe Sala sindaco, ricorda che “devono passare dieci anni dalla morte”.

In consiglio comunale a Palazzo Marino lunedì si è discussa la proposta di intitolare una strada a Bettino Craxi, la figura politica più importante tra quelle coinvolte in Tangentopoli. La mozione, presentata da Forza Italia, è osteggiata dal centrosinistra e dal M5s che quando ha cominciato ad elencare le condanne dell’allora leader del Psi ha suscitato la protesta dei berlusconiani che sono usciti dall’aula.

Una strada di Milano per onorare Francesco Saverio Borrelli – CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

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  • 19:11 - Valentino, a Roma la camera ardente: rose bianche e commozione

    (Adnkronos) - A Roma la camera ardente dello stilista Valentino Garavani, morto lunedì 19 gennaio. Allestita presso PM23 in piazza Mignanelli 23 a Roma, si potrà entrare giovedì 22 gennaio dalle 11 alle 18.

    Mercoledì tra i primi ad arrivare è stato l’assessore alla cultura del Comune di Roma, Alessandro Onorato e la stilista Maria Grazia Chiuri, che ha collaborato con Valentino per tanto tempo.

    “Valentino ha incarnato Roma, è stato ispirato da Roma e ha portato Roma nel mondo. Aveva una personalità nella moda, ma anche nell’arte. Roma lo dovrà ricordare come merita, gli siamo immensamente grati”. Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri entrando alla camera ardente di Valentino. “La sua fondazione, e queste mostre che ha realizzato sono l’ultimo regalo alla città. I suoi colori, la sua luce, un grande che ha portato Roma nel mondo e Roma le è grata e lo ricorda con commozione”, ha aggiunto il primo cittadino della Capitale.

    “Il nostro Paese piange un talento unico, non dimenticheremo la sua generosità verso la capitale d'Italia”, ha detto Onorato aggiungendo: “Questa fondazione è l'ultimo atto d'amore che Valentino e Giammetti hanno lasciato alla nostra città, e sarà sempre punto di riferimento di formazione per le nuove generazioni".

    “Una persona speciale, mancherà tanto, ho avuto il privilegio di essere vestita da lui, di essere anche un’amica, ed è un’emozione”. Così l'étoile Eleonora Abbagnato, arrivata in piazza Mignanelli.

    Nella camera ardente, dove si può entrare senza fare alcuna ripresa né intervista, il colore scelto per l’allestimento è il bianco: dalle rose - il fiore preferito dallo stilista che puntellano il percorso di arrivo, alle pareti, fino all’installazione appesa che scende dal soffitto ricoperta di fiori bianchi sopra il feretro.

    A quanto apprende l’Adnkronos, si è trattato di un desiderio dello stesso stilista, trattandosi di uno dei suoi colori preferiti insieme al celebre rosso. All’esterno del Palazzo in piazza Mignanelli che ospita la sua Fondazione e nella camera ardente, tutto è candido. All’interno, nell’installazione sospesa sul soffitto che ricade sul feretro con fiori stabilizzati e di stoffa ci sono papaveri, anemoni, camelie, rose avalanche, dahlie, delphinium, Bouganville. Per i giardini di fiori veri a terra ci sono invece ranuncoli anemoni, rose inglesi, rose avalanche, violaciocche. Fuori, campeggiano invece corone di fiori bianchi da parte di Donatella Versace, del sindaco di Roma, dell’equipaggio privato del suo yacht, dell’ospedale Gemelli e del teatro dell’Opera di Roma.

    All’interno, davanti alla bara di colore chiaro, seduti ci sono, tra gli altri, l’alter ego e collaboratore di una vita Giancarlo Giammetti, il compagno dello stilista Bruce Hoeksema e lo stilista Alessandro Michele. "Cosa mi ha colpito di più? Tanto amore da parte della gente. Non mi aspettavo l’affetto della gente così forte, mi aspettavo i giornali, ma non tutto questo amore”, ha detto Giammetti che commenta anche il tripudio di bianco ovunque: “Il bianco era uno dei suoi colori, ed era il più adatto a questa occasione”. "Abbiamo cominciato qua dentro", ha sottolineato. Questo palazzo, "ha rappresentato la vita, dove siamo cresciuti, un nido da dove abbiamo spiccato il volo ma tornavamo sempre qui”. La caratteristica fondamentale di Valentino era “l’insistenza di voler imbellire la donna, della quale voleva eliminare anche i possibili difetti attraverso i dettagli, questa è la chiave del suo successo”, ha aggiunto.

    "Io sono arrivato qui, quando Valentino non c'era già più, non abbiamo avuto modo di lavorare insieme però mi è sempre sembrato una persona delicatissima, gentile, anche ironico", le parole del direttore creativo di Valentino. “Penso che sia una grande perdita, un grande uomo, una persona straordinaria, credo per tutti - ha detto dal canto suo Michele - un grande esempio di passione e amore. Un'eredità grande da portare avanti. Ma non mi sento di prendere il suo posto, lui è un grande padre fondatore, oramai è mitologia pura, quindi lo penseremo come un essere magico. Io non ho lavorato con lui, quindi non mi arrogo nessun tipo di diritto, però tocco le sue cose, a volte attraverso le stanze dove lui ha lavorato, ed è bellissimo".

    Molta commozione anche tra le persone comuni, che si avvicinano in lacrime al feretro salutando i familiari e i collaboratori più stretti. All’interno della camera ardente, dove davanti al feretro campeggia una maxi foto dello stilista, a rendere omaggio a Valentino ci sono anche i due iconici carlini amatissimi dallo stilista, tenuti da alcuni parenti.

    I funerali di Valentino, deceduto a Roma a 93 anni, si terranno invece venerdì 23 gennaio, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica 8 a Roma, alle 11.

  • 19:08 - **Antisemitismo: domani testo Giorgis in gruppo Pd, restano malumori riformisti'**

    Roma, 21 gen. (Adnkronos) - La previsione è che domani non si riuscirà a ricompattare il gruppo Pd sul testo sull'antisemitismo che Andrea Giorgis presenterà nell'assemblea dei senatori dem. "Ascolteremo e valuteremo", fa sapere un senatore riformista che ha firmato il ddl Delrio. Restano malumori sulla questione e resta la possibilità concreta che non rientrino. "Qualcuno dei firmatari del ddl Delrio magari sottoscriverà il testo, ma non tutti. A partire da Graziano", si ipotizza al Senato.

    Il punto del ddl Delrio criticato dalla maggioranza dem era il riferimento alla definizione di antisemitismo dell'Ihra, ovvero l'Alleanza Internazionale per la Memoria dell'Olocausto, che qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele. Il testo Giorgis, a quanto si riferisce, dovrebbe fare riferimento a un'altra definizione, quella della Dichiarazione di Gerusalemme, che distingue gli atti di antisemitismo dalle critiche allo Stato di Israele. Ed inoltre, pur focalizzandosi sull'antisemitismo, il testo Giorgis -come si era già detto nell'ultima riunione del gruppo dem sulla questione - dovrebbe ampliare il raggio alla condanna anche a ogni forma di odio.

    Al di là degli strascichi della vicenda, c'è chi parla di un Delrio sempre meno a suo agio, la questione che ha agitato i dem a palazzo Madama dovrebbe chiudersi con l'assemblea di domani. La maggioranza infatti dovrebbe adottare come testo base quello del capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, e quello identico presentato da Ivan Scalfarotto di Iv. I dem lavoreranno ad emendare il testo base.

  • 18:39 - **Sanità: Schlein, 'famiglie povere pagano 10% in più per curarsi, dati smentiscono Meloni'**

    Roma, 21 gen. (Adnkronos) - “In Italia il 60% di famiglie più povere deve pagare di tasca propria il 10% in più per le prestazioni sanitarie. Lo certifica il Rapporto Sanità del Crea, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

    "Mentre nel Bilancio dello Stato la spesa sanitaria sul PIL diminuisce il conto lo pagano direttamente le famiglie più povere: nel pubblico mancano medici e infermieri, si allungano le liste d’attesa, chi ha i soldi va dal privato, chi non ce li ha rinuncia a curarsi. E sono 6 milioni di italiani ormai, più di 1 su 10. Aumentati di un milione e mezzo solo tra il 2023 e il 2024. Abbiamo posto al governo in molte occasioni questo tema chiedendo un confronto serio e costruttivo, che invece non è stato possibile. Così si mina la sanità pubblica universalistica senza nemmeno aver bisogno di dichiararlo".

    Conclude Schlein: "La presidente del Consiglio continua a millantare investimenti sulla Sanità pubblica ma poi arrivano, testardi, i fatti a smentirla”.

  • 18:20 - Sanità, Garavaglia (Pd): "Rivedere legge Ssn, servizi a persona coprano intero arco vita"

    Roma, 21 gen. (Adnkronos Salute) - "Il governo Ciampi, di cui ho fatto parte, ebbe una vita breve e non riuscì ad attuare pienamente quanto previsto dalla legge 833 del 1978", la legge fondamentale che ha istituito in Italia il Servizio sanitario nazionale. "Oggi, nel corso di questo incontro, è emerso con chiarezza che la lunga immobilità nella sua applicazione ha reso insostenibili molte parti di quella riforma. Per questo è ormai necessario intervenire, e farlo in modo radicale. Come? Innanzitutto semplificando la catena di comando: serve un ministero centrale di integrazione sociosanitaria e, naturalmente, competenze regionali chiare. Inoltre, i servizi alla persona devono coprire l'intero arco della vita, dalla nascita fino alla fine della vita. Oggi conosciamo bene strumenti e bisogni: dagli hospice alle Rsa per gli anziani, fino ai dati epidemiologici che indicano con precisione che cosa serve e dove". Così Mariapia Garavaglia, ex ministro della Salute dal 1993 al 1994, partecipando oggi a Roma alla presentazione del 21esimo Rapporto sanità del Crea (Centro per la ricerca economica applicata in sanità) nella sede del Cnel.

    "Occorre tornare a studiare seriamente i bisogni delle persone. Alla conoscenza dei bisogni deve corrispondere una risposta amministrativa creativa ed efficace - sottolinea - Per questo sono preoccupata quando si dà troppa enfasi alla norma: la norma è rigidissima e, quando finalmente cambia, il mondo è già cambiato di nuovo". Per Garavaglia "i servizi alla persona devono accompagnare il cittadino dalla nascita fino alla morte. Occorrono quindi unità di regia, programmazione, finanziamenti conseguenti alla programmazione e professionalità capaci di evolvere continuamente".

  • 18:01 - **C.sinistra: opposizioni unite a Roma su no a Board Trump, divise in Ue su Mercosur**

    Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Elly Schlein, Giuseppe Conte con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno appena finito di chiedere, unitariamente, a Giorgia Meloni di declinare l'invito ad entrare nel Board of Peace. "No all'Onu a pagamento di Donald Trump". La foto di gruppo in piazza Montecitorio è ancora calda quando in un altro Parlamento, quello europeo di Strasburgo, si consuma la spaccatura sull'accordo Ue-Mercosur. Per 10 voti è passata la richiesta del gruppo Left di rinvio dell'accordo alla Corte di Giustizia. Si dividono le opposizioni, ma anche il centrodestra. Votano a favore i parlamentari di Avs e M5S (che fanno parte di Left) e si uniscono quelli della Lega. Votano contro gli eurodeputati del Pd e di Fdi e Forza Italia.

    "Una scelta miope che mina la credibilità dell'Europa in una fase delicatissima dal punto di vista geopolitico", commenta il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani. Giorgio Gori analizza i tabulati via social: "Se si fa eccezione per l'estrema destra e l'estrema sinistra - Lega, 5Stelle e Avs compresi -, che in ogni modo hanno cercato di affossare l'accordo, il voto del Parlamento Ue che ha congelato il Mercosur è leggibile per 'geografie nazionali', e non per schieramenti politici. Francesi, polacchi, rumeni, greci, croati, belgi francofoni: deputati che hanno pensato ai rispettivi elettorati locali, ai trattori sotto casa, anziché agli interessi europei. Il risultato è un clamoroso autogol. Autolesionismo puro, Trump se la ride".

    Avs la pensa in un altro modo. "Ricorriamo alla Corte per difendere le regole e l'autonomia dell'Unione. È una risposta chiara a un accordo che rischia di indebolire gli standard sociali, ambientali e sanitari", dicono gli eurodeputati di Alleanza Verdi e Sinistra. Mentre i 5 Stelle evidenziano le divisioni interne alla maggioranza. Per Stefano Patuanelli l'accordo è stato "bocciato per le spaccature interne alla maggioranza: al Parlamento europeo sono mancati dieci voti, otto dei quali della Lega". Insistono i parlamentari M5S in Agricoltura: "Un accordo dannoso per l’agricoltura italiana ed europea viene fatto saltare non da una scelta politica coerente, ma da una guerra interna al governo italiano, con la Lega che — forte dei suoi otto eurodeputati — manda all’aria una linea su cui Meloni e Von der Leyen avevano investito tutto il proprio capitale politico".

    Mentre in Europa ci si divide, a Roma i leader di Pd, M5S e Avs hanno incontrato insieme stamattina il Comitato Nazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti. Un'occasione per tenere alta l'attenzione su Gaza e tornare a ribadire la richiesta del riconoscimento dello Stato di Palestina. Ma anche per lanciare un alert alla premier Meloni che sembra orientata al no, ma ancora non ha chiarito ufficialmente se intende portare o meno l'Italia nel Board Trump.

    Quella proposta, dice Schlein, è "inaccettabile. L'Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali. Trump con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni Unite e creare una Onu alternativa a pagamento. Noi crediamo invece che per costruire la pace serva il pieno coinvolgimento del popolo palestinese e sia un elemento imprescindibile". E poi Conte: "Auspichiamo che l'Italia non entri nel Board of Peace. Non ci sono le condizioni per pensare che quello sia un organismo che assicuri il rispetto del diritto internazionale".

    Per Angelo Bonelli "di fronte a questa speculazione di Trump la risposta deve essere no. Noi ci auguriamo che Giorgia Meloni dica no e vogliamo sapere se darà qualche denaro a Trump per questa operazione di speculazione immobiliare". Aggiunge Fratoianni: "Oggi più che mai occorre evitare che si spengano le luci, che cali il silenzio sulla questione palestinese di fronte allo scandalo, allo scempio che è sotto i nostri occhi in questo momento, il cosiddetto Board of Peace, il tentativo di costruire una Onu parallela che va però per censo invece che sulla base del diritto internazionale. E' un gigantesco scandalo".

  • 17:58 - Milano: sentenza già scritta prima che si chiuda processo, avvocato ricusa giudici

    Milano, 21 gen. (Adnkronos) - "Un documento con numerose considerazioni e soprattutto la ritenuta attendibilità della persona offesa e l'affermazione di aver ritenuto provata la responsabilità penale dell'imputato" è stato trovato in un'aula di udienza di Milano dal difensore Paolo Cassamagnaghi, che insieme alla collega Roberta Ligotti, ha chiesto la ricusazione dei giudici della sesta sezione penale che dovevano pronunciarsi su un caso di violenza sessuale. Una "sentenza di condanna, già scritta" - sebbene dovesse essere ascoltato "un consulente tecnico", precisa l'avvocato - che ha portato a interrompere l'udienza e a presentare istanza. Sulla questione dovrà ora pronunciarsi il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia.

  • 17:42 - Camera: riforma regolamento, ultimi step in Giunta poi approdo in aula

    Roma, 21 gen (Adnkronos) - La Giunta per il Regolamento della Camera, dopo la riforma (già entrata in vigore) dei primi due terzi del testo prosegue il proprio lavoro per il completamento del nuovo regolamento. Nella seduta di oggi, introdotta e presieduta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, sono stati dati i pareri alle proposte emendative, al termine del confronto tra i relatori Federico Fornaro, Igor Iezzi e Angelo Rossi. Lo rende noto la Camera.

    Lo spirito - hanno sottolineato il presidente Fontana e i relatori - è quello che ha ispirato il lavoro di riforma delle prime due parti del regolamento, nel segno della massima condivisione. Al centro del dibattito temi come i requisiti minimi per la composizione dei gruppi, misure per scoraggiare il cosiddetto trasformismo, una più snella disciplina degli ordini del giorno, misure di garanzia per le opposizioni e la valorizzazione di strumenti ordinari per garantire certezza nei tempi di discussione dei progetti di legge.

    Il percorso continua. Nella prossima seduta della Giunta si voteranno gli emendamenti, quindi seguirà l'approdo del testo in aula.

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