Bettino Craxi divide ancora, poco meno di trent’anni dopo la fine della sua carriera politica e vent’anni dopo la sua morte. Non divide solo i giudizi dei politici di oggi – tra chi ignora le sentenze definitive di Tangentopoli e chi ne fa un elemento irrinunciabile per l’opinione finale – ma lo fa anche nei sondaggi. In una rilevazione Ipsos per il Corriere della Sera il campione di intervistati (circa mille) si spacca quasi a metà tra tra chi ha opinioni positive dell’ex presidente del Consiglio morto latitante in Tunisia e chi esprime un giudizio tutto sommato negativo. A dire che è stato un “grande statista” è solo il 5 per cento, percentuale che aumenta (a 8) tra gli elettori della Lega, partito che come noto era tra i più furenti (con tanto di cappi sventolati a Montecitorio) nei confronti dei politici coinvolti nell’inchiesta Mani Pulite. A questo 5 si aggiunge un altro 30 per cento che ritiene Craxi un buon politico, quota che aumenta ancora nell’elettorato leghista (42) e ancora di più di quello di Forza Italia e Fratelli d’Italia (50), qui misurato in una stessa voce. E’ inferiore alla media invece l’opinione positiva di Craxi per la base di Pd e M5s: solo il 2 per cento di ciascun partito risponde che Craxi è stato uno statista e la concessione che sia stato un “buon politico” si ferma rispettivamente al 24 e al 23 per cento.

Le proporzioni si ribaltano sulle risposte critiche nei confronti di Craxi: in generale per il 19 è stato un politico “mediocre“, un altro 19 lo definisce più seccamente un “politico corrotto“. La mediocrità è contestata in particolare dagli elettori del Pd (29 per cento), mentre la cifra crolla al 10 nell’elettorato Fi-Fdi. La prevalenza su tutto delle responsabilità giudiziarie di Craxi è la risposta preferita dell’elettorato M5s (39 per cento), ma è superiore alla media anche tra chi si dice elettore del Pd (24 per cento). Crolla al 16 e all’8 per cento invece tra gli elettorati di Lega e Fi-Fdi.

Bettino Craxi, a parere degli intervistati, è stato ingiustamente demonizzato e va riabilitato? Risponde di sì il 5 per cento, non a caso forse la stessa quota che ha parlato di lui come grande statista. La difesa è condivisa molto più ampiamente nell’elettorato di centrodestra (10 per cento tra i leghisti, 12 tra i berlusconian-meloniani). Sull’ala opposta il 22 per cento risponde che non va invece riabilitato in nessun modo, tesi sostenuta dalla maggioranza degli intervistati grillini (51 per cento) e da oltre un terzo di quelli del Pd (37).

La risposta di gran lunga più frequente, però, alla fine è una via di mezzo: “le critiche sono in parte giuste, ma va riconosciuto anche il ruolo positivo“. E’ l’opzione preferita dal 46 per cento degli intervistati di Ipsos: in particolare raggiunge il 50 per cento tra quelli che votano Pd, il 52 tra chi sceglie la Lega e il 52 tra chi simpatizza per Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Da notare peraltro che le controversie sul giudizio storico di Craxi – che per alcuni va oltre quello solo giudiziario – “congelano” una parte degli intervistati: c’è un 27 per cento che non dà un opinione (“Non so“) sia sulla definizione dell’ex leader del Psi sia sulla riabilitazione.

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