A dieci anni dal tracollo, General Motors ci riprova con il marchio Hummer e decide di fare dei suoi maxi fuoristrada un esercito di “giganti buoni”. Hummer, marchio passato sotto il cappello di GM, la prima volta, nel 1998 e che ha chiuso i battenti nel 2010, potrebbe infatti tornare sul mercato con una famiglia di suv e pickup elettrici premium, che andrebbero decisamente a cambiare i connotati dei bestioni “tracanna-benzina”.

Secondo indiscrezioni ottenute da Autonews, General Motors dovrebbe pubblicizzare l’operazione già a inizio febbraio, al cospetto dei milioni di spettatori del Super Bowl 2020 e con testimonial LeBron James, star dell’NBA: quanto al nome, il suv – per il quale si ipotizza una derivazione HUMVEE (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle) – sarà molto probabilmente commercializzato come “Hummer by GMC”, ad indicare il marchio già utilizzato dal costruttore per i truck e grandi fuoristrada.

Lo stabilimento di produzione sarà quello di Detroit-Hamtramck nel Michigan, uno dei quattro impianti statunitensi a rischio chiusura lo scorso anno, poi salvato grazie all’accordo (da 3 miliardi di dollari) che il sindacato UAW (United Automobile Workers) ha strappato al costruttore: la produzione partirà, invece, sul finire del 2021.

Un’operazione che inserirà GM in un settore – quello dei suv a zero emissioni – in piena crescita e che finora presenta concorrenti del calibro di Ford, Rivian e Tesla, con il suo Cybertruck da 39 mila dollari; e che al gruppo automobilistico darà anche una grande mano a rinfoltire le vendite di auto a batteria, così da raggiungere gli obiettivi imposti dagli stringenti limiti sulle emissioni inquinanti vigenti in California e in altri stati. Limiti che l’amministrazione Trump ha più volte annunciato di voler far decadere.

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