In questi giorni si è parlato tantissimo dei pochi eletti M5S in ritardo con onorare gli impegni presi prima di candidarsi con il MoVimento 5 Stelle e per nulla della domanda fondamentale “Perché si dovrebbero dare indietro soldi ai cittadini?”. Ricevere fango sui giornali grazie a informazioni rese pubblicamente accessibili a tutti proprio dal MoVimento 5 Stelle potrebbe apparire una follia. In realtà, è con queste idee che è stato possibile portare dei cittadini, che ben difficilmente qualsiasi altra forza politica avrebbe mai messo in una posizione tale da poter essere eletti, nelle istituzioni.

Partiamo da alcune informazioni che non tutti potrebbero conoscere. La retribuzione dei deputati è costituita da diverse voci: c’è lo stipendio vero e proprio, o indennità parlamentare, 5.000 euro, che coincide con una retribuzione annua lorda di oltre 100.000 euro, a cui si aggiunge una diaria per le spese di soggiorno a Roma, 3.503,11 euro, il rimborso spese mensile per l’esercizio del mandato, 3.690 euro. In aggiunta, è previsto un rimborso trimestrale forfettario per le spese di trasferimento all’aeroporto più vicino, 3.323,70 euro, e un rimborso annuo di 1200 euro per le spese telefoniche. Per ottenere i rimborsi spese di 7.193,11 euro mensili, basta solamente dimostrare di aver speso almeno 1.845 euro con un regolare contratto per i collaboratori parlamentari (perché diversi anni fa, incredibile a dirsi, una parte considerevole era assunta in nero). Per il Senato, l’importo totale è maggiorato di circa 1.000 euro.

I parlamentari godono del beneficio della libera circolazione ferroviaria, aerea e marittima sul territorio nazionale. Queste informazioni sono accessibili sul sito della Camera. Si tratta di importi sono netti sulla busta paga; quelle dei parlamentari del MoVimento possono essere scaricate direttamente dal sito tirendiconto.it

Sicuramente essere parlamentare è un onore immenso, una responsabilità enorme e comporta una serie di spese non indifferenti. Tuttavia, dati gli importi di cui sopra è sicuramente possibile vivere bene, svolgere il proprio lavoro al meglio rinunciare a una parte degli emolumenti, che per gli eletti del Movimento 5 Stelle è indicata in almeno 2000 euro al mese su circa 13.000 euro, e alle indennità aggiuntive derivate dalle cariche (gli eletti del MoVimento vi rinunciano da subito) che ad esempio per un presidente di una commissione parlamentare sono dell’ordine di 1.200 euro netti aggiuntivi al mese.

Qualcuno può chiedersi se tutto questo possa servire davvero ai cittadini. L’argomento populista (sì, questo è un argomento davvero populista nell’accezione peggiore del termine) è che lo stipendio dei parlamentari è in fondo solo una piccola percentuale del bilancio dello Stato. Tuttavia, come diceva Gianroberto Casaleggio, se una persona non è affidabile sulla restituzione di 2.000 euro, come si comporterà di fronte a un appalto da 2 milioni? Le rendicontazioni sono quindi una misura tangibile della serietà di un rappresentante dei cittadini, perché da come rendiconterà il proprio stipendio i cittadini potranno valutare quanto ci si possa fidare di lui o lei nella gestione della cosa pubblica. Avere rappresentanti affidabili è quello che davvero rende grande una Nazione.

Ci sono tanti messaggi in uno in quel meccanismo, forse complesso e certamente migliorabile, ma prezioso per il MoVimento e per il Paese. Restituire parte degli stipendi e rinunciare alle indennità significa dire che l’attività politica si può fare anche con qualche migliaio di euro in meno senza che ciò ne intacchi l’efficacia. Significa dare il buon esempio a tutte le altre forze politiche, anche se quasi mai lo seguono. Significa rendere trasparente e tracciabile come spendono i loro stipendi gli eletti del MoVimento, che – ricordiamo – ha sempre rifiutato i finanziamenti pubblici destinati ai partiti.

Non saranno poche eccezioni e alcuni piccoli ritardi a mettere in crisi questa scelta profonda e identitaria. Le restituzioni ai cittadini (che a oggi ammontano a oltre 106 milioni di soldi pubblici) sono quindi un pilastro non negoziabile del MoVimento 5 Stelle. Oltre al fatto che nessuno degli eletti sarebbe arrivato in parlamento senza restituzioni, questi soldi sono serviti ad esempio a creare lavoro per migliaia persone con i soldi destinati al microcredito, o aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione nella provincia di Belluno l’anno scorso, o a comprare delle nuove ambulanze per le aziende sanitarie locali.

Il MoVimento 5 Stelle riporta tutte le rendicontazioni dei parlamentari e altri portavoce qui e la movimentazione del conto bancario dedicato qui. Le proposte migliorative sono benvenute, soprattutto da parte di altre forze politiche. Chi va al Gruppo misto oltre a non dover rendicontare ai cittadini, può anche gestire direttamente circa 50.000 euro, soldi che andrebbero utilizzati per l’attività politica, come ad esempio pagare staff legislativi, di amministrazione e di comunicazione.

Qualcuno può sostenere che se non riusciva a ottenere abbastanza per i cittadini in una forza di maggioranza come il MoVimento 5 Stelle o addirittura al governo del Paese potrà invece migliorare la propria capacità di incidere passando nel Gruppo misto. Di certo, l’unica cosa che migliora notevolmente iscrivendosi lì è la propria situazione economica, ma non più di tanto, perché se non ti basta lo stipendio da parlamentare M5S, neppure 13.000 al mese saranno sufficienti.

Quando sono state proposte le candidature a chi è arrivato in Parlamento, tutti nel giro di tre giorni hanno firmato una serie di impegni, tra cui c’era quello delle rendicontazioni e di votare la fiducia a un governo espressione del MoVimento 5 Stelle. E anche quello di dimettersi qualora si fosse espulsi dal MoVimento o si passasse ad altro gruppo parlamentare. Obblighi, è bene ribadirlo, liberamente accettati e sottoscritti da tutti coloro che sono stati eletti. Ma se qualcuno non sa neppure rispettare gli impegni presi con sé stesso, quale credibilità potrà avere nel dire di voler fare qualcosa di buono per gli altri? È ragionevole ipotizzabile di incidere di più spostandosi al Gruppo misto?

Insieme a quelli di buon anno, auguro a chi decide di prendere un’altra strada tutto il meglio possibile, di riuscire a godersi i soldi, di essere felice e, se ne è capace, di riuscire a lavorare per il bene dei cittadini.

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