Dopo 13 giorni di scioperi dei trasporti e proteste contro la riforma delle pensionicon 90mila rimaste al buio causa sabotaggi e fino a 600 chilometri di code intorno a Parigi – arriva un nuovo segretario di Stato che dovrà farsi carico del provvedimento e riprendere i negoziati con i sindacati. Il presidente francese Emmanuel Macron ha nominato Laurent Pietraszewski, deputato di En Marche, che sostituisce Jean-Paul Delevoye, regista della contestata riforma, travolto dalle polemiche per cumulo degli incarichi remunerati ed in conflitto di interessi con il suo ruolo nel governo. L’Eliseo intanto, nel giorno degli incontri tra il premier Philippe e i sindacati, fa sapere che un eventuale “miglioramento” della riforma pensionistica “è possibile”, in particolare, intorno alla controversa questione dell’”età di equilibrio” a 64 anni per andare in pensione a tasso pieno, ‘linea rossa’ del sindacato riformista Cfdt. In questi giorni Macron si è fatto particolarmente discreto, ma le fonti spiegano che “non si è ritirato” ed è “all’ascolto”. Sul piano dei trasporti, però, Parigi è nuovamente bloccata da 350 chilometri di code, mentre la circolazione del metrò è molto scarsa, con 8 linee su 14 completamente chiuse. I treni regionali funzionano al ritmo di uno su 2 o uno su 3, secondo le linee. Circola in media un treno ad alta velocità su 3 e un regionale su 4.

Il nuovo segretario e le dimissioni di Delevoye Pietraszewski, 53 anni, ha “una solida esperienza professionale nel campo delle relazioni sociali e delle risorse umane”, spiegano dall’entourage di stato francese, descrivendo il nuovo membro del governo come “macronista esperto di questioni sociali e del sistema pensionistico”. Eletto deputato nel 2017 dopo una carriera nelle risorse umane ed esperto di pensioni presso l’Assemblea nazionale, Pietraszewski è stato anche relatore in diritto del lavoro nel 2017. Arriva dopo le dimissioni di Delevoye, che ha rinunciato all’incarico perché ha ammesso di aver “dimenticato” di dichiarare la sua carica di amministratore a titolo gratuito in un istituto legato alle assicurazioni. Ma sull’onda di questa scoperta, è finito sotto i riflettori ed è stato costretto ad ammettere che le “dimenticanze” erano state ben 13, pur se in gran parte senza scopo di lucro. Ha, per giunta, ricoperto la funzione governativa pur essendo presidente di un think-tank sull’educazione, una situazione imbarazzante al punto che l’interessato si è subito impegnato a restituire quanto percepito dagli incarichi non autorizzati.

Gli incontri con i sindacati – Intanto il primo ministro Edouard Philippe, nonostante quasi due settimane di proteste, ha ribadito la “determinazione totale” del governo ad andare fino in fondo, e si appresta a ricevere uno ad uno i leader sindacali. A partire dalle 14 sono attesi al tavolo prima gli autonomi dell’UNSA, poi i “duri” della CGT – che ieri hanno anche rivendicato alcuni sabotaggi di centraline elettriche all’origine di lunghi blackout – quindi la CFTC e la CFDT. Quest’ultima componente, rappresentata da Laurent Berger, è quella riformista sulla quale il governo conta per spezzare il fronte unitario dell’opposizione sindacale alla riforma. Ma Berger si oppone al principio della cosiddetta “età di equilibrio”, fissata dal governo a 64 anni, la minima per ottenere la pensione a tasso pieno. Diversi esponenti del governo hanno sottolineato che su questo provvedimento si può trattare, anche se sulla struttura della riforma – abolizione dei regimi speciali e creazione di un sistema universale a punti – non si discute.

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