‎Gli utenti Facebook che vorranno offrire o chiedere aiuto in caso di disastri ambientali, emergenze, attentati o altre situazioni pericolose, attraverso la funzione Crisis Response‎‎ della piattaforma, da oggi potranno farlo anche attraverso WhatsApp. Il tutto nella speranza che un numero sempre più grande di persone possa collaborare in questi frangenti. In precedenza, infatti, le risposte alle richieste sulla pagina potevano essere inviate solo tramite Facebook Messenger.

Il colosso di Menlo Park ha deciso invece di espandere la compatibilità della funzione anche a WhatsApp, anche se per il momento soltanto in modo parziale. In questo modo però l’implementazione del servizio è stata più rapida e la distribuzione della funzione, iniziata già oggi, dovrebbe essere molto veloce.

Crisis Response è il nome sotto cui Facebook ha raccolto nel tempo tutte le funzioni legate appunto alla gestione delle situazioni di crisi, da Safety Check, che permette di informare tramite Facebook parenti e amici sul proprio stato di salute, a Community Help, per condividere richieste e proposte di aiuto, fino a Fundraisers per raccogliere fondi, ad esempio nel caso di zone colpite da terremoti, uragani o altre catastrofi naturali. Queste funzionalità vengono attivate automaticamente da Facebook sulle app di Messenger degli utenti che si trovino in zone colpite da eventi naturali o comunque coinvolte in situazioni di emergenza, come nel caso di un attentato.

Facebook ha anche altre novità, tra cui l’accessibilità delle mappe dei luoghi colpiti da disastro anche per i soccorritori statali o locali, nel tentativo di migliorare la velocità di risposta in caso di crisi. Queste mappe aggregano dati de-identificati sulla distribuzione delle richieste di soccorso, consentendo così ai team di risposta di identificare i servizi necessari in una determinata comunità. In precedenza queste mappe erano accessibili solo ad agenzie internazionali, organizzazioni non profit nazionali, università e ricercatori. ‎

‎Il popolare social infine ha anche aggiornato le sue mappe di spostamento, che consentono di effettuare una stima approssimativa del numero di individui che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, rendendole più precise e accurate grazie alla capacità di tener conto anche di dati riguardanti il pendolarismo e le popolazioni turistiche. Infine, ora gli utenti potranno anche condividere foto e video all’interno del Crisis Response, così da fornire report di prima mano riguardo a eventuali crolli di edifici o di infrastrutture come ponti e strade. ‎

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