Il dopoguerra degli ebrei. Per gli ebrei romani il dopoguerra fu particolarmente duro, non solo per l’angoscia dei sopravvissuti, ma anche per l’impoverimento generalizzato, che rendeva difficile perfino la semplice sopravvivenza. Le famiglie ebree dovettero inoltre subire l’orrore del riconoscimento dei loro 77 congiunti uccisi alle Fosse Ardeatine. Le pagine del libro dedicate a quella macabra scoperta sono strazianti, e suscitano grande ammirazione per il professor Tullio Ascarelli, che guidò per giorni – a partire dal 24 luglio del 1944 – la difficilissima opera di riconoscimento dei cadaveri, tutti in avanzatissimo stato di decomposizione.

L’epurazione. Fra le tante colpe di Palmiro Togliatti ce n’è una che mi è sempre apparsa sottovalutata: nel giugno del 1946, essendo ministro della Giustizia, Togliatti firmò in tutta fretta una “finta epurazione” dei fascisti. E fra quanti si salvarono dall’epurazione grazie alla amnistia di Togliatti vi furono anche i fascisti colpevoli della deportazione degli ebrei romani, con destinazione finale i forni crematori.

Fosse Ardeatine: un monumento per non dimenticare. Il monumento eretto per ricordare l’eccidio delle Fosse Ardeatine è fra i più belli e commoventi fra i tanti dedicati alle vittime (militari e civili) della guerra. Sono felice di aver conosciuto di recente un pittore ebreo che vive al Ghetto, Georges de Canino, e di aver appreso che due dei suoi splendidi quadri sono stati collocati a fianco delle opere di Renato Guttuso, Carlo Levi e Corrado Cagli. Tornerò presto a visitare il monumento con i miei nipoti, perché sappiano qualcosa di più sull’orrore cui possono portare la dittatura e la guerra.

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La persecuzione degli ebrei romani: una storia di orrori e vergogna da non dimenticare mai

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