Honor 9X è l’ultimo modello del brand cinese proprietà di Huawei, un medio gamma che si rivolge a chi è in cerca di affidabilità pur senza voler spendere cifre elevate. Insomma un terminale che introduce diverse novità rispetto all’Honor View 10 Lite di cui dovrebbe presentare l’evoluzione ma che alla fine non stupisce e, soprattutto non convince pienamente per quanto riguarda le prestazioni.

Molti aspetti del predecessore sono stati effettivamente migliorati, a partire dal comparto fotografico che guadagna un terzo sensore grandangolare, passando alla batteria che raggiunge ora i 4000 mAh e la sostituzione della micro-USB con una più nuova porta Type-C, il tutto senza aumentare di prezzo rispetto al View 10 Lite: in Italia infatti la versione con 4 Gigabyte di RAM e 128 Gigabyte di memoria interna espandibile costerà 299 euro.

Tuttavia la fascia media è cambiata molto ultimamente, saturata dai modelli di Xiaomi e altri brand emergenti come Oppo e Realme, e in mezzo a tanti smartphone simili l’Honor 9X non sembra avere nulla per stupire e spiccare. Inoltre le prestazioni non brillano al di là del comune uso quotidiano, colpa soprattutto della scelta di riproporre lo stesso processore presente nell’Honor View 10 Lite.

Design

L’aspetto dell’Honor 9X appare curato e gradevole, anche se i materiali impiegati, come la plastica per il retro, non sono particolarmente pregiati. Il design in linea con le tendenze più attuali e la nanolitografia Dynamic X Design, tipica dei dispositivi Honor più recenti e in grado di rendere mutevoli i riflessi e i disegni della cover a seconda dell’incidenza della luce, rendono comunque il 9X sufficientemente accattivante per questa fascia di prezzo.

Di contro lo smartphone appare un po’ pesante, anche se la presenza di una batteria generosa da 4000 mAh e l’integrazione della fotocamera frontale a scomparsa difficilmente avrebbero potuto portare a un altro esito. Sul lato sinistro troviamo il pulsante di accensione e il bilanciere del volume, mentre sulla parte posteriore è stato sistemato il sensore biometrico per le impronte digitali.

L’ergonomia però non è ottimale, soprattutto per chi ha mani più piccole, e mentre i tasti laterali risultano perfettamente raggiungibili, il sensore sembra essere messo un po’ troppo in alto. Quest’ultimo è comunque molto reattivo ma va segnalato anche che costituisce l’unico meccanismo di sblocco, perché il View 10 Lite è privo della tecnologia di riconoscimento facciale.

Il frontale infine è dominato dal grande display IPS LCD da 6,59 pollici con risoluzione Full-HD+ (2340 x 1080 pixel) e rapporto di forma in 19,5:9, che costituisce il 91% dell’intera superficie, garantendo un’ottima visualizzazione dei contenuti. Non trattandosi però di un pannello AMOLED non si possono pretendere neri profondi e colori saturi. La luminosità massima inoltre non è altissima e, in giornate particolarmente soleggiate, si possono avere difficoltà di visualizzazione.

Comparto fotografico

Sul retro, troviamo un sistema a tripla fotocamera, con sensore principale da 48 Megapixel (f/1.8), sensore grandangolare da 8 Megapixel (f/2.4) e un terzo da 2 Megapixel (f/2.4) sfruttato per la modalità Ritratto, che nell’insieme offre risultati in linea con il segmento di appartenenza, anche grazie ai consueti algoritmi di intelligenza artificiale che settano in automatico le impostazioni migliori a seconda della scena ripresa. Ricordatevi però che, per impostazione predefinita, le foto scattate saranno da 12 e non da 48 Mpixel, opzione comunque impostabile manualmente nelle opzioni.

In linea generale, la fotocamera principale sembra comportarsi bene di giorno e con tanta luce, riuscendo a catturare una discreta quantità di dettagli e offrendo anche un buon contrasto, ma com’era prevedibile, le prestazioni calano vistosamente in notturna, con perdita di dettagli e colori poco realistici e impastati. La fotocamera inoltre sembra non riuscire a gestire bene la luce artificiale, riproducendo tonalità che virano verso i toni caldi, situazione in parte risolvibile utilizzando la modalità notte, che appare più corretta.

La presenza di un sensore grandangolare rende il comparto fotografico più versatile, tuttavia utilizzando questa modalità dobbiamo registrare una leggera perdita di qualità dell’immagine, sia in diurna che in notturna, rispetto alla resa della fotocamera principale. Passiamo infine alla fotocamera frontale, che fa uso di un sensore da 16 Megapixel e di un obiettivo con apertura f/2.2. La fotocamera come detto è a scomparsa, ma la velocità di fuoriuscita non è elevatissima, facendo perdere un po’ quell’immediatezza tipica dei selfie. I risultati comunque appaiono convincenti, soprattutto di giorno, mentre inevitabilmente con poca luce subentra del rumore digitale.

Software e prestazioni

La parte software è affidata ad Android 9 Pie con interfaccia EMUI 9.0. Nonostante le recenti decisioni degli Stati Uniti inoltre qui sono presenti tutti i servizi Google, quindi nessun problema a installare tutte le applicazioni di cui si necessita. La fluidità è in linea con dispositivi di questa fascia di prezzo.

Come detto in apertura invece la nota stonata riguarda la presenza del processore Kirin 710F, ormai un po’ datato. In realtà nell’utilizzo di tutti i giorni non emergono particolari problemi, lo smartphone è reattivo e consente di svolgere tutte le azioni più comuni e quotidiane, ma certo un salto prestazionale sarebbe stato gradito, anche proprio in relazione a quell’affollamento del segmento di cui abbiamo parlato in apertura.

In sostanza Honor 9X è uno smartphone ben fatto e affidabile, con un buon prezzo, ma la mancanza di novità di rilievo e le prestazioni un po’ sottotono rispetto ad altri dispositivi di analogo prezzo non gli consentono certo di svettare nel panorama attuale della fascia media.

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