Balotelli e Verona: i luoghi comuni si sprecano ed è difficile separare il grano dal loglio. Se non fosse una questione molto seria verrebbe da ridere, ma proviamo a mettere in fila un po’ di pensieri, meglio se non banali.

1. I tifosi del Verona hanno la peggior fama del mondo e complessivamente non se la meritano. Devo dire per esperienza diretta che, ultimamente, il tasso di hooliganite dei supporter dell’Hellas è peggiorato. Le originarie Brigate Gialloblù erano altra roba. Non nascondevano teppisti professionali e avevano un grande senso dell’umorismo, chiamiamolo capacità di provocazione che altre tifoserie non avevano. Milan, Juventus, Inter e Napoli erano e sono in confronto tifoserie molto più grevi e con una propensione al teppismo e alla delinquenza non certo inferiore a quella dei veronesi. Ma tant’è, da tempo i tifosi del Verona sono indicati come tra i più violenti, i più razzisti etc. È così, e un po’ di autocritica farebbero bene a farsela.

2. Balotelli è indifendibile. Raiola (il suo procuratore multimiliardario) magari si turberà, ma è chiaro che il giovanotto ha passato metà della sua vita calcistica a fare vaccate indegne di un professionista strapagato (distruggere macchine, buttare a terra la maglia della sua squadra, fare a botte con colleghi e allenatori) e l’altra metà a cercare di mettere una pezza a una fama ormai indelebile.

Che gli siano venuti i cinque minuti e abbia esagerato le dimensioni delle offese, peraltro inaccettabili, ma limitate, è abbastanza verosimile, e questo, come si è detto, non riduce di un nulla la gravità dei fatti. In questo caso dovrebbero valere le responsabilità collettive. Anche gli innocenti sono coinvolti, se sono omertosi o peggio tolleranti, e i tifosi di tutte le piazze più che razzisti sono certamente omertosi. Ma questo principio dovrebbe essere applicato dappertutto, non solo a Verona (e sappiamo invece come vanno le cose).

3. Verona negli ultimi anni si è fatta una pessima nomea in tutta Italia, ma non ha fatto, né fa nulla per togliersela. Verona è una delle più belle città al mondo, ma dalla Bangkok d’Italia, a Ludwig, al caso Marsiglia e compagnia cantando qui nessuno ha mai avvertito il bisogno di farsi notare anche per qualche cosa di positivo. Tutti a negare (a volte con ragione), a dire che sono gli altri che sono cattivi e malevoli, che non capiscono. La città da almeno un ventennio, con dolore di quanti la amano, è caduta in un sopore di attività civili, culturali e economiche che non giustificano certo la cattiva fama, ma ne costituiscono evidentemente il presupposto, le basi sulle quali edificare anche le menzogne pelose che continuano a circolare.

In Newsroom, in una famosa scena si dice che “il primo passo per la soluzione di un problema è riconoscerne l’esistenza”, ma questo a Verona non lo si vuole fare. Guai a denunciare qualcosa che non va (e ormai le cose sono molte): si è accusati di attentato alla veronesità.

4. Il calcio ancora e purtroppo è uno sport troppo poco credibile sul piano del rispetto delle leggi penali e civili, delle pratiche etiche e civili. Troppi personaggi borderline, pur escludendo i tifosi, rivestono posti importanti nel football professionistico: penso a certi presidenti dentro e fuori dalle aule di Tribunale, a certi manager pluricondannati ma che continuano a pontificare, a certi procuratori, a certi arbitri vergogna della classe arbitrale.

Il denaro che circola nel calcio lo ha reso, oggi più di un tempo, uno sport da non consigliare a chi pensa di guadagnarsi il Paradiso in questa vita. La violenza che ancora circola in tutti gli stadi è funzione della permissività diffusa nei confronti di certi comportamenti al limite della legalità o oltre, e dell’alto tasso di malfattori che trovano sempre ospitalità nelle pieghe del calcio italiano. Tifosi che ricattano le società, doping inestirpabile, scommesse che affiorano di frequente.

Ripulire il calcio partendo dai tifosi e dagli stadi è un controsenso, oltre che un lavoro inutile. A questo calcio fa molto comodo enfatizzare gli episodi razzisti per lasciar stare in questo tutto il resto, non dimentichiamolo. Così Balotelli e Verona, purtroppo, sono la cosa giusta nel posto giusto. Al momento con poche speranze che né l’uno né l’altra possano fare qualcosa di serio per evitare che certe scene si ripetano.

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