Botta e risposta vivace a Otto e Mezzo (La7) tra la conduttrice della trasmissione, Lilli Gruber, e il vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo, sul voto di astensione del centrodestra in Senato in merito all’istituzione di una commissione su razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio promossa dalla senatrice a vita Liliana Segre, scampata al genocidio nazista.

Borgonovo difende la scelta del centrodestra, puntualizzando che la condanna all’antisemitismo è condivisa da tutti, ma non si può controllare, né limitare la libertà di pensiero nei confronti di una sola parte politica. Il giornalista ricorda che esistono già delle leggi sul tema e critica la natura emergenziale della commissione: “Qui non c’entra niente l’antisemitismo, che è già proibito dalla Costituzione. Questa è una commissione politica. Se si vuole fare una discussione politica, non si fa sull’onda dell’emergenza e dell’emotività creata ad arte con la questione degli insulti che evidentemente ci sono. Nessuno nega che antisemitismo e razzismo esistano”.

Insorge Gruber: “Non si crea niente ad arte. La senatrice Segre ha denunciato 200 insulti e minacce antisemite al giorno contro di lei“.
Borgonovo replica: “La senatrice Segre in una intervista a La Stampa ha detto che lei di quegli insulti non sapeva nulla. Non se ne era neanche accorta, perché lei giustamente sui social network non c’è. Quegli insulti le sono stati segnalati tramite un report dell’Ossevatorio sull’antisemitismo. E attorno a quegli insulti si è creato un allarme”.
“Sì, ma gli insulti c’erano”, ribatte la giornalista.
“La differenza è sottile – rilancia Borgonovo – E’ ovvio che ci sono gli antisemiti, abbiamo visto anche un esponente del M5s che parlava dei protocolli dei Savi di Sion“.

Veramente i 5 Stelle hanno votato a favore di questa commissione – controbatte Lilli Gruber – Adesso stiamo parlando della destra italiana che si è astenuta. E la senatrice Segre ha giustamente detto che non ci si può astenere sull’antisemitismo e sull’antirazzismo. E’ una questione molto semplice”.
Il battibecco prosegue ancora. Gruber ricorda che negli ultimi due anni i casi di violenza a sfondo razziale sono triplicati, ma Borgonovo ribadisce: “Non credo che ci sia un allarme razzismo. Un conto è che ci siano su internet delle persone che scrivono delle aberrazioni e delle enormità, un altro conto è creare un allarme e far passare in quattro e quattr’otto una mozione contenente altre cose che servono a controllare e a limitare la libertà di espressione“.
E la conduttrice esprime nuovamente il suo dissenso: “Ma, per favore, non c’è nessuna limitazione della libertà di pensiero con l’istituzione di questa commissione”.

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