Dalla Palazzina Forte della Rocca a Bergamo Alta al ristorante in piazza San Pancrazio a Firenze, passando per la vecchia stazione di Fermo aggiudicata per oltre un milione e mezzo di euro con un rialzo del 136% sulla base d’asta. Ma anche un loft a Porta Ticinese a Milano conteso con 12 rilanci e una porzione della Caserma Mameli aggiudicata a un prezzo finale di 857.250 euro. Più offerte sono arrivate anche per l’Ex Casa del Fascio a Cittadella in provincia di Padova e il campo da golf a Rosolina, in provincia di Rovigo. Sono alcuni dei 18 beni assegnati tra i 50 messi in vendita con il bando di dismissioni nazionali del Demanio avviato il 18 luglio, il primo di tre, con un incasso di 18,3 milioni di euro.

L’operazione fa parte del piano straordinario di dismissione di 420 immobili pubblici previsto dalla legge di Bilancio per il 2019 del governo gialloverde, che lo scorso anno per evitare la procedura di infrazione promise a Bruxelles di incassare addirittura 18 miliardi. I ricavi per ora sono miseri se si confrontano con quella cifra monstre che vale l’1% del pil: ai poco più di 18 milioni arrivati con le aste del 16 e 17 ottobre andranno aggiunti i proventi degli altri due bandi nazionali, per un totale di 43 edifici, che andranno in asta a novembre. Il valore complessivo è di 145 milioni di euro a base d’asta. Non a caso comunque il governo giallorosso ha ridotto a zero il contributo atteso quest’anno: “Il governo precedente aveva fissato un obiettivo di proventi pari ad un punto percentuale di PIL, che non è stato
realizzato“, si legge nel Documento programmatico di bilancio. Il ministro Roberto Gualtieri ha dunque limitato le ambizioni allo 0,2% del pil, circa 3,6 miliardi, per gli anni dal 2020 al 2022.

Il portafoglio di beni messi sul mercato comprende strutture tutta Italia e tipologie di beni differenti che comprendono edifici residenziali, commerciali, ex caserme, ex conventi, ex carceri, terreni, immobili storici e strutture industriali. Sulla pagina dedicata del sito dell’Agenzia del Demanio ci sono attualmente una villa a Camogli, un ex convento a Sulmona, l’ex carcere di Corigliano, il faro di Capo Trionto sempre in Calabria, un albergo a Tabiano bagni e un ex Palazzo delle Poste a Piacenza.

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