Per loro volontà non hanno mai partecipato ai talent show né ai reality, non sono nemmeno mai finiti tra i Big al Festival di Sanremo: hanno solo voglia di fare musica insieme e di allearsi con il Web, che a volte però mostra il suo lato oscuro. Benji e Fede, freschi del triplo platino con il tormentone estivo “Dove e quando”, mettono a segno il quarto disco della loro carriera, dal titolo “Good Vibes”. Una soddisfazione doppia, se si pensa che si sono rimboccati le maniche e hanno costruito il loro percorso tassello, dopo tassello dal 2010, quando si sono conosciuti grazie a Internet, mentre nel 2015 hanno pubblicato il primo disco “20:05”. Questo è un album sincero e ben prodotto da Merk & Kremont con diverse collaborazioni con Nek (“Safari”), Rocco Hunt (“L’ultimo gin tonic”), Tormento (“Tra lo stomaco e lo sterno”) e Shari (“Sale”).

Proprio “Sale” è il secondo singolo scelto per il lancio dell’album, non il pezzo più forte a dire il vero. “Solo con te”, “Tatuaggi” e “Magnifico difetto” meritavano una attenzione in più. Il duo è nel pieno di “vibrazioni positive” anche perché molto innamorati. “Penso che Paola Di Benedetto sia determinata, molto inquadrata – ci racconta Benji – e penso sia perfetta per Fede! Anche perché è la mia versione al femminile (ride; ndr)”. Fede ringrazia e rilancia: “Bella Thorne è una grande artista e ha una mentalità aperta, che aiuta Ben ad avere una visione del mondo ancora più ampia di prima ed è un supporto stimolante per entrambi”. Sentimentalismi a parte, entriamo nel dettaglio del progetto.

“Good Vibes” è il manifesto del disco e invita a considerare le piccole cose importanti della vita, ad uscire dal circolo vizioso dei social. “Lo spunto lo abbiamo avuto per una cosa che succede spesso ai nostri concerti: – raccontano – i nostri fan vivono dietro lo schermo, quello che succede sul palco e non riescono a godere appieno del momento. Noi siamo grati ai social, siamo riconoscenti perché senza i social forse avremmo avuto un percorso diverso. Possibile che ce l’avremmo fatta lo stesso, in un altro modo, perché siamo abbastanza determinati, questo non si può sapere, ma è innegabile che siamo immersi nella dimensione social. Non si può rinnegare tutto quello che abbiamo fatto con e grazie al Web, specie se consideriamo gli aspetti positivi dell’uso che se ne fa. Però bisogna stare attenti a non cadere nel vortice. Noi stessi, lo ammettiamo, in questo momento per lavoro, li usiamo molto, anche forse più del necessario. Per molti è quasi dipendenza: apri il telefono per guardare l’orario e poi passi a Instagram per guardare cosa sta succedendo. Questo accade ad ognuno di noi, in qualsiasi momento della giornata, e in ogni dove: dalla macchina al ristorante, anche se siamo in bagno. Tutto questo accade ogni volta che abbiamo un momento di ‘pausa’ nella giornata, ma è sbagliato”.

Quindi bisogna riprendere in mano anche la propria vita per non lasciarsela sfuggire. “Quando abbiamo staccato da tutto e da tutti nei tre mesi di lavorazione del nuovo progetto discografico, quando abbiamo ripreso in mano la nostra vita, ci siamo resi conto che dovevamo riequilibrare le cose. – rivelano – Quindi anche quando si sta in macchina, invece di stare sul cellulare, meglio alzare la testa, guardare fuori dal finestrino per cercare di godere di quel momento che stiamo vivendo. Comunque non è un caso che molti dei problemi, a livello di ansia e depressione, che hanno i giovani in questi ultimi anni, siano dovuti appunto all’uso esagerato dei social”.

“Ogni volta” è la canzone che chiude il disco ed è una dichiarazione tormentata di Fede verso Paola Di Benedetto. I due si erano lasciati all’improvviso questa estate, prima di riprendersi a sorpresa. “Una canzone nata in una notte, in cui la mia testa era piena di pensieri, un mix di emozioni dopo che mi ero mollato con la mia ragazza. – spiega Fede – Ed è stato bello e utile perché non sono mai riuscito ad esternare pensieri e cose dentro di me in una canzone, a parte ‘Buona Fortuna‘ e poche altre. E’ un processo che non mi viene facile fare”.

Infine un chiarimento su alcune polemiche che hanno coinvolto Benji, sempre molto attento a quello che succede nella società, che lo scorso settembre in alcune Stories ha puntato il dito contro il modello educativo della scuola italiana. “C’è stato un malinteso di fondo perché sembrava che io odiassi la scuola, quando invece la ritengo una entità fondamentale per la società e che va preservata, deve crescere, si deve evolvere, deve rimanere al passo coi tempi e proteggere i ragazzi che frequentano le scuole. Quando si è adolescenti dalle elementari, alle medie, alle superiori si vive una fase fondamentale della propria vita, ma ci si dimentica a volte dell’aspetto umano che riguarda il rapporto tra alunni e professori.

Spesso si incoraggia la competitività, ma non è positivo perché alcuni ragazzi ne escono danneggiati. Io, ad esempio, sono stato vittima di bullismo poi ho avuto la fortuna di studiare all’estero, in Australia. Riportando un esempio pratico, ogni mattina avevamo venti minuti (dalle 8 alle 8:20) a disposizione con un tutor che raccoglieva gruppi di otto studenti da classi diversi e si parlava con lui del rendimento scolastico, problemi legati alla scuola. Piccole cose che però sono fondamentali, perché un ragazzino si rende conto che ha una persona con cui confidarsi. Il tutor cerca di aiutare, cercando di ascoltare con tante domande quello che ha da dire l’allievo: dalla situazione a casa, ai rapporti scolastici. Sono tutte cose che aiutano a crescere nella maniera giusta. Tutto questo manca in Italia ed è un dato di fatto”.

Archiviate le polemiche ora è il tempo di un tour negli Instore, mentre il tour vero e proprio partirà nel 2020, “ma non sarà nei semplici palazzetti, saranno location speciali”. E anche questa volta nessun Festival di Sanremo in vista. “Come diciamo sempre, è una manifestazione importante, non è questo il nostro momento. Non è questo l’anno giusto per noi”.

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