Napoli, esterno notte. Un ex capo vicario della Polizia assassinato nel suo appartamento e un killer in fuga. Questa volta Renzo Bruni, agente dello Sco, dovrà superarsi per districare una trama complessa, in cui la Camorra e la zona grigia dello Stato si incontrano nei salotti buoni alle pendici del Vesuvio, dove avvocati senza scrupoli incrociano oltre i limiti magistrati che dovrebbero giudicare i loro assistiti.

Dopo Formicae e La Lupa, l’ex questore Piernicola Silvis, blogger de Ilfattoquotidiano.it, ha deciso di complicare la vita al suo alterego letterario ne Gli illegali (SEM, 422 pagine, 19 euro). Nel terzo thriller che lo vede protagonista, l’investigatore Bruni viene spedito in una Napoli bella e maledetta dove i sicari della criminalità organizzata aprono il fuoco su ordine di boss che non muovono i fili.

I burattinai sono altrove, tra camicie inamidate e fiumi di cocaina, ora dentro studi che si affacciano sul Golfo e ora a vivere le loro seconde vite dentro locali underground dove praticano sesso estremo. Una zona grigia che pare quasi un j’accuse agli “strumenti del diritto” – come Silvis ama definire gli avvocati – che invece di infilarsi tra le sue pieghe per assistere i propri clienti sono disposti a tutto pur di spremerli, vincere una causa e ingrassare i conti correnti. Spesso per cinismo, a volte per necessità e amore della propria famiglia.

Ma non tutti i legali sono così. E Silvis, una vita da poliziotto alla guida di squadre mobili e questure, lo sa bene: c’è della debolezza umana un po’ ovunque, dalla stampa spregiudicata a magistrati dall’integrità morale friabile. In questo “cluedo” di piccoli e grandi interessi toccherà a Bruni mettere ordine per risalire all’assassino di Raffaele Esposito, ex capo vicario della Polizia dalla vita apparentemente tranquilla e che, si narra, stesse per dare alle stampe un libro nel quale avrebbe raccontato segreti inconfessabili dell’apparato.

Le oltre 400 pagine si bevono rapidamente, in un continuo ribaltamento della verità che restituisce una fotografia lucida di cosa avviene nelle stanze dove si fanno davvero le indagini. Con il fascino di non riuscire più a distinguere quando tecniche e psicologia dell’investigatore Silvis lascino il posto a quelle di Bruni. Del resto, l’ex questore di Foggia lo dichiara in quarta di copertina: “Ho delle storie da raccontare perché ne ho vissute molte. E le ho sofferte tutte”. In libreria dal 10 ottobre.

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