Non è (solo) un passatempo per pensionati. Lo “sport bocce”, come lo chiamano ad Alassio, la capitale italiana delle bocce, ha anche una federazione internazionale e delle gare collegate. E proprio in questi giorni il biellese Gabriele Graziano, 19 anni, si è aggiudicato la medaglia d’oro ai mondiali a cui hanno partecipato 21 nazioni che si sono svolti nella città ligure. “È uno sport penalizzato dalla scarsa resa televisiva – spiega a ilfattoquotidiano.it il campione mondiale poco prima di rifilare il secco 27-9 all’avversario che gli è valso il titolo – la mia specialità è il tiro di precisione, per me è una passione anche nata e condivisa in famiglia, ma mi rendo conto che per i miei coetanei è vista come una scelta molto alternativa”.

“Sarebbe importante tornare a scoprire le bocce – aggiunge il presidente del Comitato Organizzatore Locale Bocce Alassio Carlo Bresciano – anche per rivitalizzare gli oltre 2.000 circoli di bocciofila presenti sul territorio”. Per i giovani atleti come Stefano Sciutto “è anche un modo per condividere e portare avanti le tradizioni e gli sport dei nonni”. Le specialità su cui misurarsi sono la raffa, il ‘volo’, la ‘pétanque’, il ‘bowls’, ma anche il tiro di precisione, progressivo e alternato. “A seconda della specialità cambiano alcune regole e il materiale delle bocce – spiegano dalla ‘capitale delle bocce’ Alassio – anche se in definitiva l’obiettivo principale è sempre quello di posizionare la propria boccia il più possibile vicino al pallino”. Così, nel centenario della fondazione della Federazione Italiana bocce, parte da qui l’appello per il rilancio delle ‘pétanque’ in Italia.

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