King BibiNetanyahu sembra aver fallito la propria seconda missione: la sua Alleanza non sfora i 61 seggi per avere la maggioranza alla Knesset. L’esito del voto è però solo l’inizio dei problemi, probabilmente il minore. Una data altrettanto fatale si profila per il leader israeliano, alle prese con possibili accuse penali: il 2 ottobre è in programma l’udienza preliminare di accusa per tre casi di corruzione, nonostante i tentativi incessanti da parte del suo team legale di far slittare l’appuntamento. Se Netanyahu avesse vinto, nella sua ricerca per mettere insieme una maggioranza alla Knesset era già pronta una legge che gli avrebbe dato l’immunità e si ritiene che avrebbe fatto approvare un’altra legge per impedire all’Alta Corte di giustizia di rimuovere tale immunità. L’Ufficio del primo ministro ha ripetutamente negato che tali piani siano in atto, definendolo un “giro di falsi organizzato dai media”.

La decisione del procuratore generale
Alla fine dello scorso febbraio, il procuratore generale Avichai Mendelblit, dopo indagini durate oltre due anni, ha annunciato pubblicamente di aver deciso di incriminare Netanyahu per frode, corruzione e violazione della fiducia in tre casi penali. La decisione di Mendelblit è arrivata dopo aver esaminato – e concordato – due rapporti di polizia emessi nel 2018, che raccomandavano che il primo ministro fosse incriminato in tre “affari” noti come Caso 1000, Caso 2000 e Caso 4000. Secondo il procuratore generale, Netanyahu deve essere accusato di frode e violazione della fiducia nei casi 1000 e 2000, di corruzione e violazione della fiducia nel caso 4000. Una decisione, quella di Mendelblit, arrivata dopo aver consultato più di 20 alti funzionari legali che hanno esaminato le prove raccolte nei vari dossier. Secondo la legge israeliana, Netanyahu ha il diritto a un’audizione in cui può difendere il suo caso prima che sia presa una decisione definitiva. L’audizione – che può essere anche uno scambio scritto – è un processo lungo, capace di durare anche mesi. Tali audizioni danno al team legale dell’accusato la possibilità di essere ascoltato dinanzi ai pubblici ministeri, al fine di contestare e confutare qualsiasi prova e analisi contenuta nel rapporto che accompagna la decisione di incriminare.

La risposta del team legale di Netanyahu
L’udienza di Netanyahu è stata rinviata a seguito delle due elezioni che si sono tenute da quando è stata emessa la raccomandazione della polizia. Ma alla fine il Procuratore Generale ha reso pubblica la sua decisione il mese scorso. A quasi 30 giorni dal voto. Il motivo? Presumibilmente perché rimandare l’annuncio e rendere pubblica la sua decisione dopo le elezioni lo avrebbe esposto a un’accusa grave, quella di provare a ribaltare la volontà dell’elettorato. Mendelblit ha ritenuto opportuno, quindi, che prima di votare il pubblico conoscesse la situazione legale di Netanyahu, in modo da valutare se rieleggere o meno un leader in procinto di essere accusato di crimini. La squadra di Netanyahu ha sostenuto che con le elezioni a sole sei settimane di distanza, l’annuncio della decisione è stato un fattore che ha influenzato il voto e danneggiato ingiustamente Netanyahu. Mendelblit ha scelto di respingere le ripetute richieste degli avvocati del premier di ritardare l’annuncio fino a dopo le elezioni, rilevando invece “il principio di uguaglianza agli occhi della legge e il diritto del pubblico a conoscere importanti decisioni legali come queste”.

Le accuse a Netanyahu – Il Caso 1000
Questo caso è considerato il più semplice dei presunti crimini in quanto comporta scambi di favori vecchio stile. La polizia israeliana, nella sua raccomandazione del febbraio 2018 per corruzione, frode e violazione della fiducia, sostiene che il premier ha ricevuto doni sontuosi da due ricchi amici – il magnate hollywoodiano di origine israeliana Arnon Milchan e il miliardario australiano James Packer – in cambio di favori politici, come la promozione degli interessi commerciali dei due magnati o l’ottenimento di visti. Secondo l’accusa Milchan e Packer hanno “passato” ai Netanyahu (compresa Sara, la moglie del primo ministro) oltre 1 milione di shekel (276mila dollari). Questa somma si basa sulle testimonianze dei donatori e dei loro dipendenti, nonché sulle ricevute e su altri documenti. Ci sono poi i viaggi pagati, gli hotel a cinque stelle per i familiari del premier e altri benefit. Mendelblit ha affermato che Netanyahu nel Caso 1000 dovrebbe essere accusato di frode e violazione della fiducia, ma ha omesso la raccomandazione di corruzione fatta dalla polizia.

Il Caso 2000
Questo caso è incentrato sul presunto desiderio di Netanyahu di ricevere una migliore copertura in uno dei principali quotidiani del paese, Yedioth Ahronoth, un desiderio abbastanza forte da permettergli di concludere un accordo con l’editore del giornale, Arnon Mozes. Netanyahu fu registrato mentre diceva a Mozes che avrebbe convinto il principale concorrente di Yedioth – il quotidiano gratuito Israel Hayom, di proprietà del principale sostenitore di Netanyahu, il miliardario Usa Sheldon Adelson – a limitare la sua circolazione. Questo sarebbe stato un vantaggio per Mozes e Yedioth, indebolendo il loro principale concorrente e le sue entrate pubblicitarie. In cambio, dice la polizia, Netanyahu chiese a Mozes di coprire il suo governo in modo meno critico e di smettere di attaccarlo personalmente. La difesa di Netanyahu sostiene che l’offerta a Mozes non era seria, piuttosto lo stava “testando“. L’accordo non è mai andato in porto.

Il Caso 4000
A leggere le accuse del cosiddetto Caso 4000, Netanyahu ha preso decisioni a beneficio del magnate dei media Shaul Elovitch – l’azionista di controllo di Bezeq, la più grande società di telecomunicazioni di Israele – in cambio di una copertura positiva su Walla News, un sito Web di proprietà di Elovitch. L’autorità israeliana anti-riciclaggio ha condiviso le raccomandazioni della polizia, secondo cui sia Benjamin che Sara Netanyahu, così come Elovitch e sua moglie Iris, dovrebbero essere incriminati. Le accuse anche contro Sara Netanyahu sono corruzione, frode, violazione della fiducia e ostruzione alla giustizia. La polizia ha trovato prove del fatto che “Netanyahu e le persone a lui vicine sono palesemente intervenute, a volte su base giornaliera, nei contenuti pubblicati sul sito Web Walla e hanno cercato di influenzare la nomina di dipendenti senior (redattori e giornalisti), mentre utilizzavano i loro legami con Shaul e Iris Elovitch”.

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