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Nola, tre minuti di ritardo per il traffico: la preside lascia fuori dalla scuola un centinaio di studenti

Per cercare di mediare sono intervenute anche le forze dell'ordine, ma la dirigente è stata irremovibile
Nola, tre minuti di ritardo per il traffico: la preside lascia fuori dalla scuola un centinaio di studenti
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Son bastati tre minuti di ritardo e cento studenti dell’istituto tecnico commerciale “Masullo Theti”di Nola sono rimasti fuori da scuola. La decisione l’ha presa la preside Anna Maria Silvestro: vietato l’ingresso. Tutti a casa, nonostante il ritardo fosse causato dai mezzi pubblici. A nulla è servito l’intervento delle forze dell’ordine che hanno cercato una mediazione con preside. La maggior parte degli studenti era giunta a scuola con i pullman della ditta di trasporto Enea o accompagnata dai genitori con mezzi privati rimasti intrappolati nel traffico. Un disagio che ha fatto arrivare in ritardo i ragazzi: pochi minuti decisamente importanti per la preside che non ne ha voluto sapere di riaprire i cancelli. Ragazzi e genitori hanno provato in tutti i modi di cercare un dialogo con la preside ma non c’è stato nulla da fare. La dirigente è rimasta chiusa nel suo ufficio e non ha voluto sentire ragioni.

Ad indispettirsi a quel punto sono stati i genitori che hanno chiamato le forze dell’ordine sul posto. Alcuni agenti del commissariato di Nola hanno garantito la sicurezza e l’ordine pubblico e hanno tentato di mediare con la preside. Indignati molti studenti: “Andiamo via – hanno dichiarato – ma non ci arrendiamo. Ci è stato negato il diritto allo studio. Va bene punire coloro che perdono tempo e non rispettano le regole, ma non si può fare di tutta un’erba un fascio. Io mi sveglio alle 6.20 per prendere il pullman per venire a scuola e non è giusto vedersi sbattere la porta in faccia per tre minuti di ritardo”. Arrabbiati anche i genitori che si sono ritrovati i ragazzi sulla strada: “Noi li sapevamo a scuola e invece sono stati lasciati per strada”. Impossibile parlare con la preside per capire le ragioni della sua scelta. Contattata da ilfattoquotidiano.it non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

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