Non sono più alleati di governo ma continuano a tirarsi in ballo a distanza. Botta e risposta tra Matteo Salvini e Roberto Fico, l’ex ministro dell’Interno e il presidente della Camera che più volte avevano polemizzato durante l’esprerienza del governo gialloverde. Ora che il leader della Lega è all’opposizione, però, a contrapporlo alla terza carica dello Stato è il portone di Montecitorio. Sissignore. A far deflagare la polemica è stato lo stesso Salvini con un tweet in cui attaccava Achille Occhetto. “Il popolo è una brutta bestia dice l’ex segretario comunista. Cosí va bene sprangare l’ingresso di Montecitorio a sfregio di migliaia di persone che chiedevano solo la più alta espressione della democrazia: le elezioni”, ha scritto il leader della Lega, condividendo un video dello stesso Occhetto. Il riferimento alle “migliaia di persone”, invece, è chiaramente diretto alla manifestazione di Lega e Fratelli d’Italia nel giorno della fiducia votata dalla Camera al governo Conte 2 sostenuto dal Pd e dal Movimento 5 stelle.

Le cose, però, nella gestione degli accessi a Montecitorio non sono esattamente come le ha descritte Salvini. E infatti a stretto giro ecco una doppia smentita: quella della Camera e quella del suo presidente Fico. “Perché il portone principale di Montecitorio è chiuso? Perché dai primi di agosto e per tutto il mese di settembre l’ingresso del Palazzo è sottoposto a importanti lavori di ristrutturazione“, si legge sul profilo twitter di Montecitorio. “Chi sostiene che la Camera abbia sprangato l’ingresso di Montecitorio evidentemente conosce poco il Parlamento – scrive invece su facebook Fico – L’ingresso principale di piazza Montecitorio è chiuso dai primi di agosto per lavori di ristrutturazione e adeguamento che proseguiranno per l’intero mese di settembre. Tutti gli altri ingressi sono invece regolarmente aperti”.

Anche Occhetto, tra l’altro, ha replicato a Salvini. “Evidentemente Salvini ha l’abitudine di dare notizie a metà, la mia frase non intendeva dire che le classi subalterne e popolari siano una brutta bestia, ma che il popolo, inteso in senso indiscriminato e senza mediazioni, può essere una brutta bestia. Io ho citato affermazioni di un uomo che era di sinistra e ha pagato la sua battaglia con la vita: Antonio Gramsci. Tutti i grandi leader, da Gramsci a Lenin, hanno criticato la nozione generica di popolo, alla quale sostituiscono quella di classe, di ceti medi, di contadini, di operai, che per me, a differenza di Salvini, non sono delle brutte bestie”, dice l’ex segretario del Pds.

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