C’è la firma del presidente della Repubblica sotto il decreto “per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, con le norme per l’ex Ilva, gli sgravi per Whirlpool, le tutele per i rider e la stabilizzazione dei precari di Anpal Servizi, oltre alla proroga degli ammortizzatori per i lavoratori delle aree di crisi complessa di Sardegna e Sicilia. Approvato salvo intese il 6 agosto e bloccato dalla crisi di governo, risolta negli stessi minuti della firma di Mattarella, il testo di 16 articoli era stato inviato giovedì dal ministero dello Sviluppo alla presidenza del Consiglio che l’ha girato agli altri ministeri per il necessario concerto con la richiesta di “comunicare con ogni possibile celerità eventuali osservazioni, comunque non oltre le ore 13 di lunedì 2”. I ministri, evidentemente, non hanno rilevato criticità e il testo è andato al Quirinale.

Tra le novità più importanti contenute nel decreto c’è la reintroduzione delle tutele “a scadenza” per il siderurgico di Taranto che erano state eliminate del tutto nel decreto Crescita e avrebbero avuto effetti dal prossimo venerdì, lasciando “scoperta” ArcelorMittal. La multinazionale dell’acciaio aveva minacciato di disimpegnarsi nel caso in cui la situazione non fosse stata risolta e quindi il governo era tornato sui propri passi, legando lo ‘scudo’ penale all’attuazione del piano ambientale. Sostanzialmente, se l’azienda sarà coperta impianto per impianto fino alla data prescritta per completarne l’ammodernamento. Una soluzione che Ilfattoquotidiano.it aveva anticipato ad aprile, prima della fuga in avanti dell’esecutivo giallo-verde. In ogni caso, come invece prescritto dal Salva-Ilva del governo Renzi, non avrà alcuna tutela per eventuali incidenti sul lavoro né per danni alla salute.

La norma è contenuta nell’articolo 14 e applica ai gestori un principio generale del nostro ordinamento, l’articolo 51 del codice penale, per cui “l’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica… esclude la punibilità”. In questo caso si chiarisce che, per tutti gli atti compiuti da ArcelorMittal in “osservanza delle disposizioni contenute nel Piano Ambientale” non possono dar luogo a responsabilità penale. Si mette comunque nero su bianco che “resta ferma la responsabilità” penale, civile e amministrativa per la violazione di norme a tutela della “salute e della sicurezza dei lavoratori”.

Il decreto è inoltre ricco di misure per affrontare altre questioni aperte. I primi tre articoli sono dedicati alla definizione della normativa per le tutele dei cosiddetti rider, i lavoratori che effettuano consegne in bicicletta e che operano tramite piattaforme digitali. Le misure modificano in questo punto il Jobs act. In particolare, a tutela del “rider”, si determina la composizione del compenso, dove viene ridotto “il cottimo”, che deve essere “in misura non prevalente”, e si introduce la paga oraria, purché il lavoratore accetti almeno una “chiamata”. Ai rider deve poi essere garantita l’assicurazione contro gli infortuni. Ma più dei rider, probabilmente la modifica al Jobs Acts più importante è quella che apre il decreto e che prevede (art.1) che anche i collaboratori che lavorano “mediante piattaforme anche digitali” devono essere considerati lavoratori dipendenti. Norme anche per favorire la maternità dei collaboratori.

Sono inoltre poi previsti: la stabilizzazione del precari dell’Anpal (art,4), la misura dovrebbe sbloccare il braccio di ferro ingaggiato sui Navigator dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Vengono anche prorogati i contratti del lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità (art.6), dato il via libera all’assunzione di 1003 unità all’Inps nell’area C. Viene risolto anche il problema della validità della Dsu (l’autocertificazione sui redditi e patrimoni) necessaria per l’Isee e per percepire il reddito di cittadinanza. Con l’entrata in vigore di questo decreto il Dsu avrà validità fin da subito per permettere a chi perde il lavoro di accedere più velocemente al reddito di cittadinanza.

Dall’articolo 9, si apre la parte dedicata alle misure a sostegno delle crisi aziendali, in particolare vengono finanziati gli ammortizzatori sociali dei lavoratori occupati nelle aree di crisi industriali complesse in Sardegna e in Sicilia, nella provincia di Isernia. Alla vertenza Whirlpool è finalizzato l’articolo 11 che prevede per le grandi aziende (che hanno più di 4mila dipendenti in Italia), una forte agevolazione nei versamenti previdenziali, a patto che abbiano stipulato nel 2019 un contratto di solidarietà per una durata di almeno 15 mesi. La misura prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2019 e di 6,9 milioni per l’anno 2020. Una misura che ieri la multinazionale degli elettrodomestici ha criticato e giudicato “insufficiente” per salvare il sito di Napoli.

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